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Brindisi, rapinavano negozi e tabaccherie: due giovani rapinatori incastrati dal test del dna

Gli episodi risalgono al 2017: uno dei rapinatori si è presentato in caserma rendendo dichiarazioni spontanee confessorie ma rifiutandosi comunque di indicare il nome del complice

Pubblicato in Cronaca il 16/07/2018 da Redazione

I carabinieri della compagnia di Oria hanno arrestato Giuseppe Biondi e Francesco Caluccio, rispettivamente di 21 e 19, con l'accusa di essere coinvolti in alcune rapine a mano armata (con coltello e pistola) e con il volto coperto ai danni di attività commerciali. Il 21enne è di Oria, mentre il 19enne è residente nella vicina Latiano. Insieme avrebbero commesso due rapine, al secondo ne sono attribuite in tutto quattro.

Gli episodi contestati hanno riguardato un'attività di vendita di prodotti per la casa e una tabaccheria e risalgono ad agosto e novembre 2017. Il più giovane, inoltre, avrebbe agito da solo in altri 'colpi' ad agosto 2016 in una tabaccheria e nel novembre 2017 in concorso con un complice ignoto in un'edicola. Alla loro identificazione si è giunti, sia a seguito dell'analisi del modo di agire che dagli esiti degli accertamenti tecnico scientifici di tipo genetico (dna) sugli indumenti indossati in occasione delle rapine e repertati.

La prima rapina insieme, dell'agosto 2017, ebbe come obiettivo il negozio 'Bolle di Sapone'. Entrambi i rapinatori con il volto coperto ed armati con un coltello a serramanico, entrati nel negozio in tarda serata, si impossessarono del registratore di cassa contenente 700 euro. L'abbigliamento utilizzato venne trovato per terra poco lontano dai carabinieri, unitamente al cassetto del registratore con pochi soldi rimasti. La seconda rapina, del novembre 2017, fu messa a segno nella tabaccheria di via Pagano verso mezzogiorno: due banditi mascherati di cui uno armato di pistola minacciarono e strattonarono la proprietaria, ordinandole di consegnare il denaro custodito nella cassa e nella macchinetta mangiasoldi per un totale di 440 euro.

Un cliente venne minacciato con l'arma e fu costretto ad inginocchiarsi. Anche in questo caso i militari, seguendo il percorso di fuga dei rapinatori, trovarono in una casa in via di ultimazione non molto distante, per terra, un sacchetto con scarpe ed alcuni indumenti tra cui due maniche per felpa tagliate e modificate come passamontagna. L'esame delle immagini del sistema di videosorveglianza immortalarono i rapinatori fornendo conferme del tipo di vestiario indossato.

Le indagini si sono concentrate sul 19enne ma presto i militari hanno scoperto un rapporto di conoscenza e frequentazione con il 21enne che è stato perquisito nella propria abitazione. Questi, successivamente si è presentato nella caserma dei carabinieri di Oria rendendo dichiarazioni spontanee confessorie ma rifiutandosi comunque di indicare il nome del complice e sottoponendosi volontariamente al prelievo di campione biologico.

La terza rapina contestata al 19enne è stata commessa in solitaria nella tabaccheria di piazza Manfredi, con bottino di oltre 3.700 euro. L'evento venne ripreso interamente dalle telecamere. La quarta rapina sempre il 19enne l'avrebbe messa a segno con un complice con volto coperto da passamontagna e armato di un coltello, all'interno dell'edicola Caprino, per portare via  600 euro.