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Bari, nasce il 'Protocollo Eva': nuova iniziativa della polizia di stato contro la violenza di genere

Gli agenti potranno servirsi di un archivio informatico nel quale saranno registrati tutti gli interventi effettuati riguardanti episodi di violenza di genere.

Pubblicato in Cronaca il 15/06/2017 da Redazione

È stato presentato questa mattina il “Protocollo Eva”, l’iniziativa organizzata dalla Polizia di Bari contro la violenza di genere. Negli ultimi mesi sono state 11 le segnalazioni pervenute alla Questura per maltrattamenti, stalking o abusi nei confronti di donne.

Gli agenti potranno così servirsi di un archivio informatico nel quale saranno registrati tutti gli interventi effettuati riguardanti episodi di violenza di genere.

In questo modo la pattuglia che verrà mandata sul posto potrà sapere che tipo di situazione si troverà di fronte, apprendendo in anticipo se ad esempio all’interno dell’abitazione sono presenti bambini.

 

"Ringrazio il questore Carmine Esposito per avermi invitato a condividere questo momento di studio - ha dichiarato il sindaco Antonio Decaro -  che ritengo di straordinaria importanza per rendere il comune impegno delle istituzioni nel contrasto della violenza di genere sempre più efficace e qualificato. Purtroppo parliamo di un fenomeno trasversale che non accenna a diminuire e che non può essere liquidato con teorie semplicistiche ma che invece ci deve interrogare tutti, cittadini e rappresentanti delle istituzioni, chiamandoci a contribuire a quel cambio di passo decisivo che una società che si voglia definire civile deve intraprendere senza tentennamenti. Va in questa direzione la messa a punta del protocollo EVA da parte della Direzione generale anticrimine della Polizia di Stato, che individua le linee guida operative da adottare in caso di interventi legati alla violenza di genere per offrire alle forze dell'ordine maggiori strumenti informativi e di indagine che permettano loro di effettuare interventi maggiormente efficaci e tempestivi.

L'universo della violenza, infatti, è segnato da dinamiche complesse e spesso nascoste, soprattutto nel caso in cui si consumi in ambito domestico e, accanto alla necessità di rafforzare l'efficacia dell'intervento delle forze dell'ordine, è fondamentale mettere in campo azioni di educazione, sensibilizzazione e  percorsi di supporto e di tutela alle vittime, affinché possano reagire al trauma e tornare a vivere, finalmente libere dalla paura. A questo vanno aggiunte norme chiare, che assicurino alle vittime pene certe per i loro carnefici. Pensiamo anche che oggi la violenza ha assunto molte forme, una tra le più frequenti nei confronti proprio delle donne è lo stalking,  per il quale purtroppo le situazioni di intervento e di denuncia risultano  ancora molto complicate”.