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Carabiniere muore per una lesione al fegato, i medici non se ne accorgono

Giovanni Scalera, 37 anni, aveva girato tre ospedali ottenendo solo rassicurazioni. Poi la morte dopo la tragica scoperta

Pubblicato in Cronaca il 15/04/2015 da Redazione
Cinquanta giorni di agonia, poi la morte. È la tragedia che ha colpito Giovanni Scalera, appuntato scelto di 37 anni di Bitritto. Sull’improvvisa scomparsa del carabiniere, il pm Simona Filoni ha aperto un’inchiesta in cui sono indagati 14 medici per omicidio colposo. Il 21 settembre scorso, Scalera resta coinvolto in un incidente d’auto. Viene soccorso da un’ambulanza, riportando fratture al femore, alle costole, lesioni alla milza, un ematoma al fegato e contusioni allo sterno. I medici dell’ospedale della Murgia, dove l’uomo rimane ricoverato per tredici giorni, non sono preoccupati dalle ferite riportate. Scalera viene trasferito all’ospedale San Paolo di Bari per curare la frattura del femore. Qui i medici procedono all’ingessatura del bacino, dimettendo il carabiniere dopo quindici giorni. Ma le condizioni non accennano a migliorare, anzi: il 37enne accusa dolori lancinanti al fegato già nell’ambulanza che lo stava riportando a casa, poi sviene. Il medico di famiglia dispone un nuovo ricovero, ma i medici del Policlinico continuano a rassicurare i familiari dell’uomo. Dopo una settimana però le condizioni peggiorano definitivamente: Scalera ha vomito e problemi intestinali. La tac effettuata al Policlinico evidenzia una lesione al fegato: l’uomo viene sottoposto a intervento chirurgico e a sei trasfusioni. I medici rilevano un coagulo in una vena, ma decidono di trattarlo con l’eparina senza rimuovere il gesso. Scalera muore il 7 aprile. Il cadavere dell’uomo sarà sottoposto ad autopsia per avere un quadro chiaro delle cause della morte. I funerali di Stato del carabiniere si celebreranno domani a Bitritto.