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Taranto, sette arresti per corruzione: c'è anche l'ex presidente della Provincia Tamburrano. Il VIDEO dell'intercettazione

Tamburrano avrebbe ricevuto una tangente di cinquemila euro al mese e la promessa di un’auto di lusso in cambio della determina dirigenziale 45 del 5 aprile 2018, per l’ampliamento della discarica di Grottaglie-Torre Caprarica

Pubblicato in Cronaca il 15/03/2019 da Redazione

Sette persone, tra cui l'ex presidente della Provincia di Taranto Martino Tamburrano (Forza Italia), sono state arrestate dalla Guardia di finanza nell'ambito di una inchiesta della Procura sull'iter amministrativo per la concessione dell'autorizzazione all'ampliamento della discarica di Grottaglie-contrada Torre Caprarica. I reati contestati sono, a vario titolo, quelli di corruzione e turbata libertà degli incanti.

Una tangente di cinquemila euro al mese e la promessa di un’auto di lusso, Mercedes Glc: è questo, secondo gli inquirenti, il corrispettivo dell’accordo corruttivo in base al quale l’ex presidente della Provincia di Taranto Martino Tamburrano ha adottato, con il dirigente della Provincia Lorenzo Natile, la determina dirigenziale 45 del 5 aprile 2018, per l’ampliamento della discarica di Grottaglie-Torre Caprarica in favore della società Linea Ambiente srl, in violazione del principio di imparzialità e del buon andamento della pubblica amministrazione. L’ex presidente della Provincia, secondo quanto riportato nel capo d’imputazione, avrebbe ricevuto la tangente da Roberto Natalino Venuti, procuratore speciale di Linea Ambiente srl per il tramite di Pasquale Lonoce, amministratore di fatto della società 2Lecologia SRrl (i due amministratori della stessa azienda risultano indagati a piede libero). Sarebbe stata creata una provvista economica per il pagamento delle somme mediante due contratti di prestazioni di servizi del valore rispettivo di circa 556mila euro e di 1.500.000 euro tra Linea Ambiente Srl e 2Lecologia Srl, per importi «artatamente sovrastimati rispetto al valore reale». Contratti per i quali la emissione di fatture veniva gestita da Rosalba Lonoce (finita ai domiciliari). L’accordo corruttivo, sostengono gli inquirenti, era "talmente esplicito che il ritardo nel completamento dell’iter amministrativo aveva generato le vibrate rimostranze del corruttore che lamentava, per ogni giorno di inattività, un mancato guadagno costituito dai ricavi derivanti dal conferimento in discarica dei rifiuti».

L’ex presidente della Provincia di Taranto si sarebbe prodigato per pilotare anche la gara di appalto per il servizio integrato di igiene urbana ed ambientale di Sava (Taranto), del valore di due milioni e 800mila euro, indetta dal Comune attraverso la Stazione unica di Montedoro. Tamburrano avrebbe influito sul giudizio tecnico di due professionisti, l’ex presidente Amiu Federico Cangialosi, e l'attuale dirigente tecnico dell’Amiu di Taranto Mimmo Natuzzi (presidente e membro della Commissione di gara per la raccolta di rifiuti solidi urbani nominata dal Comune di Sava), permettendo di far vincere l’appalto allo stesso imprenditore amico, Pasquale Lonoce, che lo aveva contattato per l'ampliamento della discarica di Grottaglie. Quest’ultimo è ritenuto amministratore di fatto della Universal Service, che si aggiudicò il servizio.



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