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Cadavere ritrovato carbonizzato a Valenzano, forse si tratta di Leopardi. Sospetti sul suocero

Si parla di tensioni tra i due. L'anziano visto con due taniche di benzina

Pubblicato in Cronaca il 14/10/2014 da Redazione
Potrebbe trattarsi di un litigio familiare con dall'epilogo tragico. Gli investigatori stanno seguendo una pista precisa sul caso del 38enne scomparso Alessandro Leopardi. La mala potrebbe non essere responsabile della sua scomparsa. I frammenti di ossa carbonizzate trovati a poche centinaia di metri dall'abitazione di campagna a Valenzano potrebbero appartenere proprio a lui. Intanto la procura di Bari ha aperto un fascicolo per omicidio volontario. A uccidere Leopardi - qualora le analisi sul dna delle ossa dovessero confermare che si trattasse di lui - potrebbe essere stato qualcuno che lo conosceva molto bene e, al momento, i sospetti ricadono sul suocero. I familiari e conoscenti, infatti, hanno parlato delle tensioni con il suocero. I carabinieri della compagnia di Triggiano e del nucleo investigativo di Bari, con l'aiuto degli specialisti della Sezione investigazioni scientifiche, stanno ora cercando di ricostruire le ultime ore di Leopardi. Il suocero è stato sentito diverse volte e nega tutto anche se in via precauzionale ha già contattato un legale. In ogni caso, non può essere stato un semplice incendio con le sterpaglie a cremare il cadavere. Dal sopralluogo fatto dall'équipe di medicina legale e dalla Sis sembrerebbe che sia stato utilizzato del carburante per alimentare il fuoco. Oltre a tubi in gomma di quelli usati dai contadini per l'irrigazione dei terreni. Qualcuno avrebbe riferito ai carabinieri di aver notato il suocero, padrone dei terreni limitrofi all'abitazione, armeggiare con il trattore e delle taniche di benzina il giorno della scomparsa di Leopardi.