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Ilva, le associazioni tarantine scrivono a Di Maio: 'Da lei soltanto irresponsabili menzogne'

Duri attacchi in una lettera inviata al ministro: 'La sua inerzia comporterà di fatto l'ammalarsi e la morte di altre persone'

Pubblicato in Cronaca il 14/09/2018 da Redazione

“Ministro Di Maio, la questione Ilva era e resta una questione politica, benché Lei l'abbia volutamente condotta su un piano prettamente giuridico e tecnico. Sappiamo bene – perché lo paghiamo ogni giorno sulla nostra pelle - come ogni intendimento sia realizzabile in presenza di una reale volontà politica”. Comincia così la lettera inviata al ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, da parte di delle associazioni  Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti, FlmUniti Cub sindacato di base, Giustizia per Taranto, Legamjonici, Tamburi Combattenti, Taranto Respira, Movimento TuttaMiaLaCittà Taranto e singoli cittadini..

 

“Il suo Governo non ha rivisto neppure uno dei provvedimenti con cui i suoi predecessori hanno vessato la nostra comunità e la nostra terra in modo tanto abominevole. NON uno che fosse uno. Chi può mai credere poi che lo Stato non possa essere nella condizione di annullare una gara o trovare un modo per boicottarla? Per anni è stato possibile tenere in piedi un'industria fuori legge a suon di decreti e provvedimenti speciali, perché questo si voleva. Lei ha mentito a Taranto sul contratto ed anche riguardo alle migliorìe che dice di aver ottenuto sull'ambiente e sul lavoro e sta continuando a farlo”.

 

Tra le contestazioni rivolte al ministro c’è il fatto di aver sostenuto che “se il contratto non fosse stato già chiuso avrebbe previsto la riconversione della sola area a caldo della fabbrica e non di tutte le fonti inquinanti come riportato nel contratto di Governo”. Secondo le associazioni Di Maio non ha previsto neanche “un piano per rimuovere l'enorme quantità di amianto, ancora presente nel sito ILVA di Taranto”.

“Risulta ormai chiaro come – proseguono le associazioni - il piano di riconversione economica e sociale di Taranto non sia mai esistito e molto più dei cavilli giuridici e dei possibili ricorsi di Mittal, avrebbero dovuto terrorizzarla gli effetti sulla nostra gente della sua inerzia, perché questa comporterà di fatto l'ammalarsi e la morte di altre persone".

"La sua inazione è deprecabile in sé- conclude la nota - ed è deprecabile anche come forma di deresponsabilizzazione politica rispetto ad un'emergenza gravissima, che nessuna legge speciale potrà mai lenire. Lo dica anche ai suoi sodali eletti nel nostro territorio, ancora pronti a raccogliere e rilanciare tutte le sue irresponsabili menzogne”.

 

 



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