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Bisceglie, traffico di armi e droga: quattro arresti

Gli accertamenti hanno consentito di individuare un sodalizio delinquenziale dedito allo spaccio di rilevanti quantità di diversi narcotici ed in grado di disporre di materiale quali munizioni e giubbetti antiproiettile

Pubblicato in Cronaca il 14/05/2019 da Redazione

Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria/G.I.C.O. di Bari hanno tratto in arresto, in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dal Gip presso il Tribunale di Trani, su richiesta della locale Procura e della DDA di Bari, 4 biscegliesi gravati da numerosi precedenti penali e di polizia.
I militari del GICO hanno operato con la collaborazione di pattuglie automontate del Gruppo PI di Bari e della Compagnia di Trani, impiegando anche unità cinofile del Corpo.

L'operazione odierna rappresenta il punto di arrivo di una complessa ed articolata indagine scaturita dal sequestro, avvenuto in data 23 novembre 2017, all'interno di un box di Bisceglie, di oltre 10 chilogrammi di sostanza stupefacente (marijuana, hashish e cocaina), traendo in arresto un italiano di 24 anni, P.D.L., all'epoca incensurato. Insieme allo stupefacente (oltre 4 kg di Hashish, quasi 4,5 kg di Marijuana ed oltre 300 gr di cocaina), in parte confezionato per la cessione "al dettaglio", erano stati rinvenuti e sequestrati: involucri di cocaina pronti per essere ceduti a "pusher" e consumatori diretti; 19 proiettili cal. 7,65; 2 giubbotti antiproiettile; un Jammer (disturbatore di frequenze radio); 51 schede telefoniche "vergini"; 2 kit per coltura indoor di "marijuana" completi di lampade UV e ventilatori, numerosi bilancini di precisione e materiale per il confezionamento.

Inoltre, le immediate perquisizioni locali eseguite in collaborazione con pattuglie del "117" delle Compagnie di Andria e Trani, consentirono di ritrovare, in un podere ubicato in agro di Bisceglie, anche due automezzi ed un motociclo, rubati a Foggia e nella stessa cittadina della provincia barese.
Il risultato di servizio confermò le evidenze investigative acquisite nei mesi precedenti sulla primazia della Puglia nel traffico di sostanze stupefacenti, non solo per la posizione strategica delle sue coste, quanto per la crescente tendenza a produrre "in house" la droga, con particolare riferimento alla marijuana.
Le indagini successive, condotte sotto la direzione della Procura della Repubblica di Trani, in costante coordinamento con la DDA di Bari, hanno consentito di risalire la filiera dello stupefacente e di ricostruire il profilo soggettivo ed oggettivo del gruppo criminale attenzionato dagli investigatori del GICO.
Pertanto, in data 13 maggio u.s. sono stati arrestati: P. D. L. di 25 anni, M. D. G. di 25 anni, C. D. G. di 34 anni, P. D. G. di 31 anni, tutti indagati, in concorso fra di loro, nell'ambito del procedimento penale nr. 1360/19 RGNR incardinato presso la Procura della Repubblica tranese per il reato di cui all'art. 73 DPR 309/1990 (Produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope).
I suddetti D.G.C.M.E. e D.G.P. sono indagati anche per i reati previsti dagli artt. 648 (Ricettazione) e 697 (Detenzione abusiva di armi) cod. pen. e dagli artt. 2, 4 e 7 L. 895/67 (Disposizioni per il controllo delle armi). In particolare, l'Autorità Giudiziaria ha disposto a carico di D.G.M. la misura degli arresti domiciliari, mentre per gli altri indagati l'applicazione della custodia cautelare in carcere.
Gli accertamenti svolti dai finanzieri del GICO, anche di natura tecnica, hanno consentito di individuare un sodalizio delinquenziale dedito allo spaccio di rilevanti quantità di diversi narcotici ed in grado di disporre di materiale quali munizioni e giubbetti antiproiettile, presumibilmente da utilizzare in efferate azioni criminali, in tutto il territorio del nord barese.

In particolare, i fratelli D.G. C e P., risultano gravati da numerosi precedenti penali e di polizia, ed il fratello M. è stato assassinato con un colpo di pistola calibro 6.35, che lo ha attinto all'orbita oculare sinistra l'11 giugno 2017, provocandone dopo qualche giorno la morte. Per l'omicidio è stato rinviato a giudizio il biscegliese M.D.O.



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