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La Procura presenta ricorso contro l'assoluzione di Decaro

Il parlamentare, candidato sindaco di Bari, ha dichiarato: "Io sono sereno"

Pubblicato in Cronaca Politica il 14/05/2014 da Redazione
Il procuratore aggiunto di Bari, Lino Giorgio Bruno, ha fatto appello contro l’assoluzione del parlamentare del Pd, Antonio Decaro, attuale candidato sindaco della coalizione del centrosinistra a Bari. Decaro il 30 dicembre scorso fu assolto dal giudice Francesco Pellecchia dall’accusa di tentato abuso di ufficio. Nelle motivazioni della sentenza di assoluzione il gup Francesco Pellecchia scriveva che «gli elementi a carico (di Antonio Decaro, ndc) non sono sufficienti per ritenere provata, al di là di ogni ragionevole dubbio, la partecipazione dell'imputato a quella che è senza dubbio una vicenda di penale rilevanza». Per questo, concludeva, «sia pure con la formula dubitativa, Antonio Decaro deve essere assolto per non aver commesso il fatto».
L'accusa invece aveva chiesto per Decaro un anno e 4 mesi, ma la termine del processo celebrato con il rito abbreviato il parlamentare venne assolto.
Il deputato era finito sotto processo perché secondo la ricostruzione del pool della Procura di Bari, composto oltre che da Bruno anche dai pm Francesco Bretone e Desiree Digeronimo (anche lei oggi candidata a sindaca di Bari) nel 2008 avrebbe provato a raccomandare un suo parente per un concorso all'Arpa. La vicenda coinvolge anche l'ex direttore amministrativo dell'ente, Marco De Nicolò (che avrebbe fornito le tracce della prova e che per questi fatti, in un processo stralcio, è stato condannato a un anno di reclusione) e l'allora assessore pugliese alla sanità Alberto Tedesco (attualmente a processo, che avrebbe consegnato quelle tracce al cugino di Decaro che partecipò al concorso ma non la superò).
Il procuratore aggiunto Bruno, dunque, dopo aver letto le motivazioni della sentenza ha deciso di presentare appello, quindi ci sarà un secondo processo per Decaro che in una nota ha dichiarato: "Il 30 dicembre del 2013 sono stato assolto per non aver commesso il fatto. La vicenda per quanto mi riguarda si è conclusa quel giorno. Il Pubblico Ministero ha esercitato il diritto di fare ricorso. Io sono sereno e continuerò il mio percorso e la mia campagna elettorale con l’unico obiettivo di lavorare per la città di Bari come ho sempre fatto".