Giovedì, 20 Febbraio 2020 - Ore
Direttora: ANNAMARIA FERRETTI
Facciamo Notizie

Voto di scambio alle regionali 2015: 21 arresti nel clan Di Cosola, in manette anche il factotum di un politico (VIDEO)

Armando Giove, imprenditore e sostenitore di Natale Mariella, avrebbe chiesto aiuto al clan per comprare voti pagando un compenso di 50 euro a preferenza

Pubblicato in Cronaca il 13/12/2016 da Giuseppe Bellino

Scacco al clan Di Cosola. I carabinieri del Comando provinciale di Bari hanno eseguito 22 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di esponenti e affiliati all’organizzazione criminale operante nel capoluogo pugliese e in alcune città limitrofe con le accuse di associazione di tipo mafioso, scambio elettorale politico-mafioso.
In manette è finito anche Armando Giove, imprenditore e factotum di Natale Mariella, candidato alle elezioni regionali pugliesi del 2015. Secondo gli inquirenti avrebbe chiesto aiuto al clan Di Cosola per comprare voti pagando un compenso di 50 euro a preferenza.

Le indagini dei carabinieri hanno documentato l’esistenza di un accordo mafioso promosso dai Di Cosola con i gruppi criminali dei Capriati, Parisi e Diomede-Mercante per fronteggiare la forza militare degli Strisciuglio. Il nemico comune era quindi la famiglia che in passato aveva ingaggiato violenti scontri armati mettendo a ferro e fuoco la città di Bari.

Le ‘comparanze’ hanno così aumentato il potere del clan Di Cosola che è riuscito ad arrivare anche nei comuni dell’hinterland barese: da Giovinazzo a Bitritto, passando per Adelfia e Casamassima, fino ad arrivare a Ceglie del Campo e Valenzano.

La potenza dei Di Cosola ha spinto Armando Giove a rivolgersi all’organizzazione criminale per far ottenere più voti a Natale Mariella, iscritto nella lista dei “Popolari”. L’accordo prevedeva il pagamento di una somma di 50 euro per ogni preferenza procurata dall’organizzazione in favore del candidato e un anticipo di circa 30mila euro. Gli affiliati al clan  consegnavano circa 20 euro agli elettori ‘fedeli’ e tenevano il resto della quota. I carabinieri hanno dimostrato anche il ricorso alla forza di intimidazione esercitata dai membri dell’organizzazione sugli elettori. Al termine delle votazioni il candidato ha ottenuto 5866 voti, ma non è riuscito ad entrare in consiglio regionale. Secondo gli inquirenti Mariella avrebbe conquistato moltissime preferenze in comuni dove regna il clan Di Cosola.

“Questo è il colpo di grazia al clan Di Cosola – dichiara il colonnello Vincenzo Molinese, Comandante provinciale dei Carabinieri di Bari – l’ultimo intervento ha dimostrato come gli affiliati abbiano avuto la capacità di riorganizzarsi e di rimanere pericolosi sul territorio tanto da promuovere un accordo con altri clan per annientare il comune nemico degli Strisciuglio e per condizionare le consultazioni elettorali per le elezioni del consiglio regionale della Puglia del 2015”.

Sulla vicenda è intervenuto anche il governatore della Regione Puglia, Michele Emiliano: “Mi congratulo con il comandante provinciale dei Carabinieri per la brillante operazione che stamattina ha consentito l’arresto di alcuni esponenti di un clan mafioso della città di Bari – ha dichiarato il presidente –. Le indagini dei carabinieri hanno distrutto per sempre l’immagine ed il nome delle persone coinvolte e dato un insegnamento a tutti coloro che ancora pensano che la politica sia un modo per darsi un ruolo sociale con ogni mezzo. Chiunque pensi ancora di trovare scorciatoie per conquistare il consenso con la corruzione, la minaccia, l’intervento di forze esterne che colmino la mancanza di legame autentico con persone, lasci perdere. Non solo perché verrà scoperto ed arrestato, ma soprattutto perché il risultato che conseguirà sarà non solo quello di distruggere sé stesso, ma quel che è peggio, rendere più difficile il compito delle persone oneste che fanno il loro dovere e che dovranno faticare ancora di più per avere la fiducia dei cittadini”.