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Altamura, fece uccidere pusher mentre giocava con la figlia: condannato a 25 anni

Cammisa fu ucciso in casa, con due colpi di pistola, mentre era sdraiato sul letto in compagnia della figlia di 5 anni,

Pubblicato in Cronaca il 13/02/2020 da Redazione

La Corte di Assise di Bari ha condannato alla pena di 25 anni di reclusione il 59enne Donato Francesco Rinaldi, imputato come mandante dell’omicidio volontario con l’aggravante mafiosa di Francesco Cammisa, ucciso ad Altamura il 16 giugno 2014.

Rinaldi, ritenuto il capo dell’omonimo clan della città, avrebbe ordinato al suo sodale Stefano Annoscia, 28enne attualmente a processo per la stessa vicenda con rito abbreviato in qualità di esecutore materiale, di ammazzare Cammisa per una partita di droga non pagata. Cammisa fu ucciso in casa, con due colpi di pistola, mentre era sdraiato sul letto in compagnia della figlia di 5 anni, dopo che il killer - con il volto coperto da un passamontagna - si era fatto aprire la porta dalla moglie della vittima.
Entrambi sono stati arrestati dai carabinieri un anno fa e sono tuttora detenuti. Le indagini sono state coordinate dai pm di Bari Renato Nitti e Marcello Barbanente che avevano chiesto per Rinaldi la condanna all’ergastolo. Il processo a carico di Annoscia si celebrerà il 3 marzo.