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Valentina un anno dopo la strage: 'nulla più come prima, nel cuore la speranza di una giustizia onesta'

La giovane 24enne di Triggiano era a bordo di uno dei treni coinvolti nello scontro sul binario unico della Ferrotramviaria tra Andria e Corato. Viaggiava verso Barletta, dove frequenta un corso da costumista.

Pubblicato in Cronaca il 12/07/2017 da Annamaria Ferretti
Valentina in una foto di repertorio

Nel giorno del ricordo della strage sul binario unico della Ferrotramviaria tra Andria e Corato in cui persero la vita 23 persone, per Valentina D. e per la sua famiglia ogni considerazione non può che raccontare di un immenso dolore. Da un anno, com’è facile immaginare, tutto è cambiato. E la quotidianità, vissuta ancora oggi in letti d’ospedale, non ha svelato chiaramente quale sarà il futuro di questa giovane 24enne barese che viaggiava a bordo di una delle vetture di quel treno, diretta a Barletta dove frequentava un corso da costumista. Una nostra amica, ormai.

Fino ad oggi 365 giorni di ospedalizzazione dura, difficile, dolorosa, con la prospettiva di un imminente ritorno a casa (in una casa nuova però, dove si stanno apportando  indispensabili modifiche strutturali) e di una “nuova vita” da immaginare e da costruire. Accanto a lei una famiglia e amici meravigliosi, una comunità che si è stretta intorno a loro dopo l’incidente per offrire sostegno durante un calvario che chi non ha vissuto non può immaginare. Mamma Gelsomina è il fulcro per tutte e tutti. Lei, che legge negli occhi di Valentina da quando è venuta al mondo. Lei, a cui ho chiesto una breve riflessione su quanto accaduto in questo anno assurdo. Perché per parlare di ricordi con Valentina ne abbiamo di tempo davanti. 

“E’ stato un anno particolare, pieno di tante esperienze di tante conquiste, di tanta fatica, di tanta speranza, di momenti bui di lacrime e di illuminazione. Ho scoperto la forza che ognuno ha dentro di se, le capacità a volte non sfruttate perché corriamo troppo, il collegamento che c’è fra tutti gli esseri, il bello di ogni cosa creata che ci circonda.

Ho sperimentato l’affetto, l’amore, la solidarietà. Sono stata avvolta e sorretta da amicizia e preghiera e ho cercato di vedere sempre il lato positivo di ogni situazione anche quando si sono presentate difficoltà nuove o ingiustizia o superficialità da parte di chi aveva in cura la salute di Valentina.  Ho scoperto la gratitudine come mezzo per vivere nella gioia e nella serenità. Ogni sera infatti, cerco di trovare almeno tre cose a cui sono grata e mi addormento con questo senso di benessere.

E poi la mattina, mentre mi reco da Valentina, ringrazio il Creatore, la Natura, gli Angeli e mi organizzo la giornata dicendo frasi positive.Tutto questo mi aiuta tanto.

Ora, dopo un anno, i miei occhi vedono la situazione attuale di Valentina, il suo impegno, la sua speranza ma anche la sua (e la mia) preoccupazione per il futuro, il cuore avverte una sensazione di dolore perché nulla è più come prima. Non sarà facile riprendere la vita di ogni giorno, non sarà facile realizzare i sogni che Valentina aveva, né sarà facile accettare sempre questa situazione. Pur volendo avere sempre un pensiero positivo, non saranno facili tante cose. Valentina si aspetta una giustizia onesta e sincera per quanto accaduto, per tutte le vite stravolte e rubate.

Vorrei tanto che questo triste avvenimento servisse a tutti per vivere la vita pienamente con onestà verso se stessi e verso gli altri affinchè si evitassero tali situazioni dolorose. Si, infatti, sono certa che se ognuno portasse avanti con passione il proprio compito, il mondo sarebbe un luogo di pace, di serenità, di tranquillità e amore”.