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Fitto dovrà risarcire la Regione per l'appalto sulle residenze sanitarie

Depositate le motivazioni della sentenza

Pubblicato in Cronaca il 12/03/2014 da Redazione
"Il falso ideologico commesso dalla giunta regionale pugliese che approvò la delibera è riconducibile a Fitto, in qualità di autore mediato". Questo è uno dei passaggi delle motivazioni scritte dai giudici della Corte di appello di Bari nelle motivazioni della sentenza con cui, nel dicembre 2013, hanno condannato l'ex ministro Raffaele Fitto al risarcimento dei danni (da quantificare in sede civile) nei confronti della Regione Puglia, di cui all'epoca dei fatti era presidente, riconoscendolo responsabile del reato di falso ideologico (risalente al 2004), dichiarato tuttavia prescritto, e confermando l'assoluzione per un altro episodio di falso. La delibera a cui si riferiscono i giudici conteneva un'affermazione falsa e si riferiva all'impossibilità delle Asl pugliesi di gestire direttamente le 11 Residenze Sanitarie Assistite favorendo così il ricorso alla gara di appalto da 198 milioni di euro, per sette anni, poi aggiudicata a società della famiglia di Angelucci. Per tutto questo Fitto ricevette - secondo l'accusa - dall'editore romano Gianpaolo Angelucci un finanziamento di 500 mila euro per la campagna elettorale per le regionali del 2005 a favore del suo movimento politico 'La Puglia prima di tutto'.
Per i legali di Fitto si tratta di una sentenza "positiva" che mette "fine alla saga giudiziaria".