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Bari, Tribunale di Bari assolve 74 boss su 93

A distanza di 20 anni non è stata riconosciuta l'associazione mafiosa

Pubblicato in Cronaca il 11/12/2014 da Redazione
Il Tribunale di Bari ha assolto 74 dei 93 imputati nel processo "Il canto del cigno" su una presunta associazione mafiosa operante sulla Murgia barese tra Gravina e Altamura negli anni Novanta, finalizzata a traffico e spaccio di droga, detenzione di armi ed esplosivi, estorsioni, 8 tentati omicidi, ferimenti e conflitti a fuoco tra clan rivali.
A più di venti anni dai fatti contestati (i primi reati risalgono alla fine degli anni Ottanta) i giudici hanno condannato 13 imputati a pene comprese fra 7 anni e 6 mesi di reclusione, dichiarando per altri cinque il non luogo a procedere per prescrizione. Nei confronti di un imputato il Tribunale ha dichiarato la nullità del decreto che dispone il giudizio rimandando gli atti in udienza preliminare. Nei confronti di molti imputati i giudici hanno dichiarato per alcuni reati il non luogo a procedere perchè già giudicati per gli stessi fatti in altri processi. I giudici hanno escluso per tutti gli imputati l’associazione mafiosa. Tra i reati prescritti ci sono tentativi di omicidio commessi tra il 1992 e il 1997, estorsioni e numerosi episodi di spaccio. Stando all’ipotesi dell’accusa (che aveva chiesto la condanna di 58 imputati) quella murgiana era una vera e propria "associazione armata di stampo mafioso-camorristico", non riconosciuta tuttavia dal Tribunale che ha escluso per tutti l'aggravante di aver agevolato un’associazione mafiosa e ha assolto tutti i presunti capi del sodalizio.