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Forconi, il presidio di Lecce respinge le inflitrazioni e protesta pacificamente

E' il volantinaggio l'azione principale del blocco leccese

Pubblicato in Cronaca il 11/12/2013 da s.f.

Apartitici, pacifici e determinati. Così si definiscono gli attivisti del Coordinamento nazionale “9 dicembre 2013” che sono in presidio nella città di Lecce da due giorni all’ingresso della città, in direzione Brindisi.

La loro attività è quella di avvicinare passanti ed automobilisti e distribuire volantini. Le conseguenze sono brevi rallentamenti del traffico, giusto il tempo di aprire il finestrino. Sono una dozzina e si muovono sotto lo sguardo discreto di un paio di agenti di polizia. Stanno cercando di raccontare ai leccesi le ragioni di una protesta che definiscono spontanea, ma che sanno essere soggetta a pericolose infiltrazioni e degenerazioni. Sul sito ufficiale del coordinamento si legge oggi che Roberto Fiore, leader della formazione neofascista di Forza Nuova “non conta nulla e non conterà nulla all’interno del coordinamento e verrà solo allontanato come già è stato fatto” e che non c’è alcuna intenzione di un incontro con Silvio Berlusconi.

A Lecce, dunque, la dissociazione da ogni forma di violenza è netta.

Non si può dire lo stesso per il resto della Puglia. Le notizie di oggi ci hanno documentato disagi pesanti. Dai blocchi stradali a quelli ferroviari, dai blitz nei negozi e centri commerciali alle intimidazioni ai camionisti che non hanno aderito alla protesta.

Tredici persone, tutte di Andria, alcune delle quali con precedenti, sono state identificate e ora sono indagate per i pestaggi avvenuti ai danni di negozianti i quali, però, si sono rifiutati di sporgere denuncia. 



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