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Marò: settimana importante, potrebbero arrivare "buone notizie"

Si attendono gli sviluppi dell'attività svolta da De Mistura a New Dehli

Pubblicato in Cronaca il 11/11/2013 da s.f.

La tormentata vicenda dei marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, da quasi 21 mesi bloccati in India con l’accusa di aver ucciso due pescatori al largo delle coste del Kerala, potrebbe entrare da oggi in una fase importante utile anche a sbloccare la chiusura delle indagini da parte della polizia investigativa indiana Nia.

Mercoledì alle ore 10 infatti, l’inviato del governo Staffan de Mistura sarà in audizione davanti alle Commissioni Affari Esteri e Difesa del Senato per fornire le ultime notizie sul caso,  ma anche per dare “buone nuove”. Lo avrebbe confermato la ministra degli Esteri Emma Bonino.

"Ho chiesto io di poter essere ascoltato - ha dichiarato all’Ansa De Mistura – per avere l’occasione di illustrare al Parlamento italiano tutto quello che stiamo facendo".

De Mistura raggiungerà New Dehli sabato 16 novembre e vi resterà per diversi giorni per continuare a stimolare le autorità indiane a rispettare le promesse da loro fatte alla Corte Suprema di "un iter trasparente e rapido" per giungere ad un chiarimento definitivo dell’accaduto e delle reali responsabilità dei marò.

Una volta infatti che la Nia avrà messo la parola fine al suo rapporto sui presunti capi di imputazione di cui devono rispondere Latorre e Girone, il dossier dovrà essere girato ad un giudice che lo esaminerà e poi avvierà, se lo riterrà fondato, un processo che dovrà svolgersi su base quotidiana.

E perchè questo avvenga, gli inquirenti indiani ritengono imprescindibile ascoltare gli altri quattro marò (Renato Vogliono, Massimo Andronico, Antonio Fontana e Alessandro Conte) che pure erano a bordo della 'Enrica Lexiè al momento dell’incidente il 15 febbraio 2012, chiedendo loro di presentarsi a New Delhi. Ma il governo italiano ha opposto alla richiesta un fermo no, offrendo alcune opzioni alternative che per molte settimane le autorità indiane hanno rifiutato di prendere in considerazione.

Ma ora, e qui si entra nelle indiscrezioni stampa di fonte italiana raccolte di recente da “La Repubblica”, il ministero dell’Interno indiano avrebbe ammorbidito il suo atteggiamento accettando la possibilità di un interrogatorio dei quattro militari da parte di un inquirente italiano nell’ambasciata indiana a Roma, a cui gli investigatori della Nia potranno assistere in videoconferenza.  Addirittura oggi stesso.

Il portavoce del ministero degli Esteri indiano, Syed Akbarrudin, non conferma e non smentisce. Ha fatto solo sapere che quando ci saranno novità: “le comunicheremo”.  



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