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ASL Bari, Montanaro risponde all’accusa di un editto a sua firma

"Nessun editto contro i giornalisti, ho richiamato solo il rispetto della Costituzione e del Codice di Comportamento"

Pubblicato in Cronaca il 11/10/2015 da Redazione
Dopo le notizie di stampa che hanno riferito che Vito Montanaro, Direttore Generale della ASL di Bari, avrebbe "firmato un editto con la minaccia di licenziamento per chi parla con i giornalisti", riceviamo una nota dalla Direzione Generale stessa, che pubblichiamo:

“Sono amareggiato dal tenore con cui viene ripresa una circolare della ASL datata 15 Settembre e che quasi un mese dopo si trasforma in quello che viene chiamato ‘editto del direttore’. Prima di rispondere e chiarire il senso della circolare ho voluto rispolverare la mia memoria sul significato della parola ‘editto’: ‘Si definisce come tale un decreto od un ordine emanato con crismi di particolare solennità, ma anche, al contrario, un'ordinanza, come un diktat, cui si attribuisce un significato negativo di imposizione dall'alto (si veda ad esempio l'uso fatto in Italia della recente espressione editto bulgaro), anche in riferimento ad un sistema dittatoriale’. Né i diktat né il sistema dittatoriale rientrano nei comportamenti o nei costumi di questa ASL e questo è il motivo per cui respingo con fermezza un accostamento che trovo improprio rispetto al contenuto della circolare da me sottoscritta. Prima di passare ai fatti mi sembra necessario un altro chiarimento: nella circolare non esiste nessun riferimento ai giornalisti. Pertanto il titolo dell’articolo pubblicato in data 10 Ottobre dal Corriere del Mezzogiorno ‘Editto del direttore. Licenziato chi parla con i giornalisti’ contiene due elementi del tutto slegati dalla realtà e dagli atti prodotti dalla ASL Bari”.
“Con la nota - spiega il Direttore Generale Dottor Vito Montanaro - avente ad oggetto la disposizione di servizio sulla segretezza delle comunicazioni aziendali del 15 Settembre 2015 ho voluto solo rimarcare a nome della Direzione Strategica il principio secondo il quale tutte le comunicazioni di corrispondenza interna aziendale, compresi i messaggi di posta elettronica inviati dal protocollo informatico aziendale, rientrano nel concetto di corrispondenza. Il richiamo al principio di inviolabilità e segretezza della corrispondenza, sancito dalla Costituzione e previsto dal Codice Penale e dal Codice di Comportamento adottato dalla ASL Bari (delibere nn. 2205/2013 e 77/2015), si è reso necessario in seguito ad informazioni errate che hanno preso a circolare in merito ai servizi e all’organizzazione aziendale arrecando danni all’Azienda Sanitaria Locale da me diretta ma soprattutto creando disorientamento nell’utenza. Proprio per tutelare il lavoro svolto in maniera operosa dal personale ho ritenuto necessario sottolineare, nelle conclusioni della nota aziendale, che una violazione della segretezza delle comunicazioni aziendali non solo è punibile penalmente ma comporta anche il licenziamento in tronco del dipendente che si macchi di tale comportamento. Ho semplicemente richiamato, nella circolare, regole basilari per qualsiasi organizzazione e fondamentali nel buon funzionamento degli enti pubblici: il richiamo al Codice di Comportamento e alle norme vigenti, ed alle conseguenze che porta un simile atteggiamento (quello di diffondere notizie riservate aziendali) è semplicemente un ammonimento da “buon padre di famiglia” – chiosa Vito Montanaro – nei confronti di qualche dipendente della ASL che ad oggi non ha tenuto un comportamento conforme a quella fedeltà e correttezza che la Costituzione Italiana e il Codice di Comportamento pongono in capo ad ogni lavoratore pubblico”.