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Corato, immettevano sul mercato bombole GPL pericolose: maxi sequestro della Gdf

Sotto sigilli 2.600 bombole che venivano riempite con GPL di difforme fabbricazione e provenienza rispetto al marchio impresso sulle stesse

Pubblicato in Cronaca il 11/06/2019 da Redazione

I finanzieri della Compagnia della Guardia di Finanza di Trani hanno sequestrato un’azienda a Corato, con apposizione di sigilli all'intero impianto di produzione e deposito, ad oltre 20 tra automezzi e cisterne per il trasporto, per un controvalore complessivo stimato in oltre 5,4 milioni di euro. È stato inoltre sequestrato un'ingente quantitativo di bombole di GPL imbottigliate illecitamente e tappi-sigillo di garanzia indebitamente utilizzati.

L'attività di indagine, che già nel febbraio scorso aveva portato al sequestro di oltre 3.000 bombole di GPL, è partita da alcune denunce presentata da note aziende a livello internazionale produttrici e distributrici di bombole di GPL ad uso combustione, recanti a garanzia i propri marchi di fabbrica, che devono essere imbottigliate presso stabilimenti autorizzati e con i requisiti previsti per legge, nel rispetto delle norme vigenti in materia di sicurezza.
L'attività investigativa svolta dalle Fiamme Gialle di Trani ha consentito di accertare che un'ingente quantità di bombole era stata oggetto di indebita appropriazione da parte dell'azienda sequestrata, che ritirava le bombole vuote presso i rivenditori per poi riempirle abusivamente con il proprio prodotto (a volte anche con un quantitativo inferiore a quello indicato sul recipiente, con ulteriore frode in danno degli ignari acquirenti), ponendole così illecitamente in circolazione ed in vendita anziché restituirle alle società che ne erano proprietarie, come previsto dalla legge.

All'esito dell'attività sono state sequestrate ulteriori 2.600 bombole che venivano riempite con GPL di difforme fabbricazione e provenienza rispetto al marchio impresso sulle stesse, per poi essere illecitamente immesse nel circuito della distribuzione e vendita in tutto il territorio pugliese, in modo fraudolento e con grave pericolo per la sicurezza dell'utente. Spesso, infatti, le bombole circolavano con collaudi scaduti, con tutto ciò che ne conseguiva in termini di gravi rischi di incidenti a causa della possibilità di esplosione e di conseguente concreto pericolo per l'incolumità pubblica e privata.




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