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Federalberghi contro le trivellazioni al largo delle Isole Tremiti: 'Salviamo la bellezza e non gettiamo le perle ai porci'

Il presidente Francesco Caizzi: 'Siamo pronti a scatenare l'inferno insieme al nostro governatore'

Pubblicato in Cronaca il 11/01/2016 da Redazione

“La schizofrenia governativa ci ha regalato un nuovo indicibile atto di sfregio alle bellezze della nostra Puglia. Mentre a Natale era stato accolto l’emendamento anti trivelle nella Legge di Stabilità,  con un blitz a San Silvestro sono state autorizzate le ricerche petrolifere al largo delle isole Tremiti, del golfo di Taranto e di altri incantevoli luoghi della nostra bella Italia. Questa azione insulsa, seppur ascrivibile alla pericolosa tecnocrazia ministeriale, ci troverà, come nel giugno 2015 contro lo Sblocca Italia, uniti al presidente della Regione Michele Emiliano e ai sindaci della nostra terra nella difesa a oltranza della bellezza delle Tremiti e delle coste pugliesi”.

Le dichiarazioni a muso duro del presidente della Federalberghi, Francesco Caizzi, arrivano a commento della notizia delle autorizzazioni a trivellare al largo delle isole Tremiti, con un ampio spettro di ricerche che investono praticamente tutto il mare Adriatico da Termoli a Ravenna e, nel mar Ionio, riguardano anche il golfo di Taranto.

“Siamo pronti a ‘scatenare l’inferno’ insieme al nostro governatore – aggiunge Caizzi – ricordando al premier Matteo Renzi che noi seguiremo sempre l’invito evangelico di Gesù Cristo a non gettare le perle ai porci. Salvaguardare la bellezza delle coste della Puglia e la peculiarità del nostro mare, vuol dire tutelare la qualità ambientale e la nostra salute. Vuol dire, soprattutto, puntare sul turismo, sulla pesca e sull'agroalimentare che rappresentano un definitivo volano economico per la ripresa e lo sviluppo dell'intera regione”.

“Gli albergatori e gli imprenditori del turismo – conclude il presidente Caizzi - si associano all’appello di Emiliano al premier Renzi affinché revochi tutte le autorizzazioni siano revocate e appoggiano con sempre maggiore convinzione le proposte referendarie di dieci regioni italiane a difesa del proprio mare. Le trivellazioni non potranno che portare sciagure alla nostra terra, alla nostra salute e alle attività legate al turismo. E questo, apprendiamo con stupore, in cambio semplicemente di una modesta tassa di concessione di 5,19 euro al metro quadrato”.