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Scontro su parentopoli a Bari, bocciata proposta Digeronimo

Il sindaco Decaro afferma "è un fatto di principio la legge non lo vieta"

Pubblicato in Cronaca il 10/10/2014 da Redazione
Il divieto di nomina nelle aziende comunali di parenti fino al secondo grado, e cioè genitori, figli, fratelli e sorelle, di sindaco, assessori, consiglieri comunali e municipali. Desirée Digeronimo, sostenuta da tutta l’opposizione, aveva presentato un emendamento per introdurre nel regolamento questo divieto ma la sua proposta è stata bocciata dalla maggioranza di centrosinistra, compreso il voto contrario del sindaco.Per Decarp: «È una questione di principio. Io sono obbligato dalla legge a non nominare miei parenti entro il terzo grado ma questa legge non riguarda i consiglieri. Ho ben chiari in mente quali sono i principi etici e politici che saranno alla base delle mie scelte e non nominerò familiari di consiglieri comunali e assessori, ma la legge non lo vieta» ha affermato. Le motivazioni del sindaco, comunque, non convincono i consiglieri di opposizione che, in aula e fuori, continuano a manifestare a gran voce la loro delusione. In consiglio comunale bocciati gli emendamenti che dispongono la temporaneità dei mandati nei cda delle partecipate e che non consentono la nomina di parenti e affini entro il secondo grado di consiglieri comunali , municipali e assessori. Intanto, il Sindaco Decaro commenta sulla sua pagina facebook: "L'ho detto in campagna elettorale e manterrò l'impegno: per quanto riguarda le nomine di mia competenza nei CdA delle aziende municipali, non intendo indicare parenti e familiari di assessori, consiglieri comunali, né tanto meno i cosiddetti “trombati della politica”. L'ho ribadito ieri in aula consiliare e continuerò a sostenerlo nei fatti al momento delle scelte. Questo, senza dover sottostare a emendamenti o indicazioni regolamentari di nessuna componente politica sia di maggioranza che di minoranza.
Sulla vicenda specifica degli emendamenti respinti, è opportuno spiegare a tutti che le norme nazionali (legge Severino D.lgs. 39/2013, il TUEL- testo unico degli enti locali, il Codice etico e la Carta di Pisa, documento programmatico a cui il Comune di Bari ha già aderito nel 2013) dettano precisi criteri e fissano limiti giuridici, in alcuni casi, molto più restrittivi rispetto alle proposte presentate negli emendamenti in questione.
Ho sottoscritto l’11 gennaio scorso, giorno della mia candidatura alle primarie per diventare sindaco di Bari, un regolamento con tutti i cittadini, attraverso il quale ho preso un impegno che sono deciso a rispettare. Impegno che riguarda anche le nomine delle aziende dalle quali dipende la gestione quotidiana della vita della nostra città".

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