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Bitonto, affari con i clan Parisi e Capriati: sigilli a ristoranti e pizzerie

Il provvedimento scaturisce da indagini svolte sull’intero patrimonio di Emanuele Sicolo, che hanno consentito di acclarare una netta sproporzione tra i redditi dichiarati nell’ultimo decennio dal suo nucleo familiare

Pubblicato in Cronaca il 10/09/2019 da Redazione

Beni mobili e immobili, complessi aziendali e disponibilità finanziarie sono stati sequestrati della Direzione investigativa antimafia di Bari, con l’ausilio della stazione dei Carabinieri di Bitonto, al pluripregiudicato Emanuele Sicolo, di 49 anni, condannato definitivamente, negli anni, per numerosi reati tra i quali, furto, rapina, detenzione e porto illegale di armi, omicidio, nonché per associazione mafiosa e per traffico di sostanze stupefacenti, che ne hanno comportato periodi di detenzione anche di lunga durata.

Affiliato già dalla metà degli anni 90 a sodalizi criminali operanti principalmente a Bitonto e nell’hinterland barese, è risultato avere contatti e cointeressenze anche con clan baresi come i Parisi (operazione "Satellite”) e i Capriati, come testimonia la condanna a suo carico, in concorso con altri appartenenti a quel clan, per l’omicidio di Michele Manzari appartenente all’omonima famiglia attiva nel quartiere San Paolo di Bari e contrapposta al clan Capriati di Bari vecchia.

Nel 2016 Sicolo è stato tratto in arresto dalla Polizia di Stato nell’ambito dell’operazione “Do ut des”, per aver preso parte ad un’associazione mafiosa dedita alle estorsioni nei confronti di imprenditori, diretta dal boss di Japigia Savinuccio Parisi.

Il provvedimento odierno, emanato dal Tribunale di Bari (sezione Misure di prevenzione) su proposta del direttore della Dia Nunzio Antonio Ferla, scaturisce da indagini svolte dagli uomini della Direzione investigativa antimafia sull’intero patrimonio di Emanuele Sicolo, che hanno consentito di acclarare una netta sproporzione tra i redditi dichiarati nell’ultimo decennio dal suo nucleo familiare, ai limiti della normale sopravvivenza, rispetto agli investimenti effettuati nello stesso periodo, risultati di assoluta provenienza illecita.

Il sequestro ha interessato, in particolare, un noto ristorante pizzeria con annesso parco giochi a Santo Spirito, una pizzeria rosticceria a Bitonto di nuovo allestimento, due attività operanti nel servizio alle imprese, due immobili, quattro auto e diversi rapporti bancari e finanziari.