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Il Governatore della Campania e la 'fede di sanità'

La card di De Luca ha origine antiche

Pubblicato in Cronaca Salute il 09/01/2021 da Angelo Schiavone

Dopo l’annuncio su Facebook del Governatore Vincenzo De Luca: “Abbiamo una novità tutta Campana: daremo una card di avvenuta certificazione a tutti i cittadini vaccinati dopo il richiamo”, ho rispolverato dalla mia collezione di antichi documenti sanitari una fede di sanità del 1723 che qui ripropongo.

La fede di sanità era un documento emesso dalle autorità sanitarie per attestare che la località da cui partiva una persona era libera dalla peste o altre malattie infettive. Per le imbarcazioni veniva invece rilasciata la patente di sanità.

Questi salvacondotti sanitari dovevano essere esibiti, per la vidimazione, ai vari passi di guardia ubicati in corrispondenza dei confini comunali. Le guardie sanitarie collocate ai “passi” ispezionavano le merci e annotavano sulla “fede” la data del passaggio del viaggiatore. Nei “Promessi sposi” queste fedi vengono definite “bullette” e, al capitolo trentuno, si legge: “si dispose a prescriver le bullette, per chiuder fuori dalla Città le persone provenienti da’ paesi dove il contagio s’era manifestato”. Oggi le città a rischio sono sostituite dalle regioni, con le rispettive colorazioni dal giallo all’arancione fino al rosso.

Nella nostra penisola i primi “Bullettones sanitatis” sono documentati già nel 1300 e ne dovevano esserne forniti i bastimenti provenienti dalla Corsica e dalla Sardegna.

A Venezia poi, nel 1348, furono designati tre “savi alla sanità”, i comitati tecnico scientifici allora denominati uffici di sanità, per coordinare tutte le iniziative messe in campo allo scopo contenere le ondate epidemiche.

Nel corso del quattrocento gli uffici di sanità si svilupparono in quasi tutte le città italiane e agli ufficiali “pro conservatione sanitatis” fu conferito il potere di multare i contravventori. Durante le epidemie quindi, chiunque aveva la necessità di spostarsi dalla propria città, doveva munirsi di una fede di sanità.

Premesso che la proposta campana, a mio giudizio, è sensata e molto utile per il tracciamento delle fonti di contagio, la cosiddetta “novità tutta campana” come esprime enfaticamente  De Luca, in realtà affonda le sue radici in prassi consolidate nella storia della medicina che ci documenta come, pur nella indisponibilità dei vaccini, si riusciva con il confinamento dei comuni a contenere i contagi.

Spero che queste fedi o patenti di sanità o card che certificano l’avvenuta vaccinazione rimangano, per il futuro un lontano ricordo, grazie alle ulteriori ricerche che certamente ci consentiranno domani di fronteggiare ed eradicare le pandemie sin dagli esordi. 



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