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Bari, il presidente Conte inaugura la Fiera del Levante: 'Evento chiave per il Sud. Ilva? Non si poteva fare di più'

Il premier parla della Puglia: 'Vogliamo lavorare sull'alta velocità e potenziare il sistema ferroviario pugliese'

Pubblicato in Cronaca il 08/09/2018 da Giuseppe Bellino

È stata inaugurata questa mattina l’82esima edizione della Feira del Levante.  La Campionaria ospiterà oltre 600 espositori nei padiglioni e nelle aree esterne. Migliaia i prodotti in vendita, dall’automotive ai servizi passando per l’arredamento e l’artigianato.  Immancabile la Galleria delle Nazioni, il padiglione più visitato dai baresi, mentre lo Spazio 7 sarà destinato al mondo del benessere e del relax con “Mediterranean Health & Beauty”, l’evento ideato da Cosmoprof in collaborazione con Nouvelle Esthétique Acadèmie. La Fiera del Levante celebrerà anche l’anno nazionale del cibo accogliendo le eccellenze di Puglia, Sicilia, Abruzzo e Basilicata.

 

L’intervento del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte

Questo evento rappresenta da sempre uno dei più importanti appuntamenti italiani. Sono lieto di inaugurarlo sia da presidente del Consiglio che da pugliese. Da quando questo governo si è insediato, sono state scritte tante parole sul modo in cui intende relazionarsi con le imprese. Questa occasione può rappresentare un momento di chiarimento: il faro che ha mosso la nostra azione è quello che propone massima attenzione all’interesse dei cittadini. Questo non significa una minore attenzione al mondo dell’impresa. Gli imprenditori si battono con coraggio eroico per creare un sistema forte capace di stare sui mercati, capace di generare ricchezza. Un’impresa che vuole darsi una prospettiva è un’impresa responsabile sul piano sociale e non può tener conto degli interessi degli stakeholders. L’8 settembre di 75 anni fa iniziò quel periodo di ricostruzione morale e materiale di questo paese. Un periodo di crescita economica che ci ha fatto arrivare al settimo posto tra le potenze economiche mondiali. Questo esecutivo ha l’ambizione di creare tra i cittadini la stessa ambizione del futuro che ha animato i nostri genitori. In questo spirito vogliamo adoperarci, oggi come fu allora, l’apertura al confronto competitivo tra gli altri paesi irrobustisca la nostra offerta e ampli la visione di futuro. Dobbiamo fare tutto questo con spirito di coesione”.

“La crisi finanziaria del 2008 ha investito il nostro paese. Oggi come 75 anni fa la vocazione commerciale del paese ci sta aiutando a superare la crisi economica. La lenta ripresa è frutto della capacità del nostro paese di connettersi ai grandi flussi commerciali che non hanno mai cessato di crescere a parte l’annus horribilis del 2009. Il presidente Trump ha detto che i prodotti che ama di più sono quelli italiani, invitando i suoi investitori a puntare sul nostro Paese. Oggi come nel secondo dopoguerra la forza delle nostre imprese servirà a produrre ricchezze per dar vita ad un paese più giusto, più inclusivo per i giovani e per coloro che vivono in condizioni di povertà. La volontà del governo è quella di sostenere chi produce ricchezza concreta. Ci sono più strumenti da utilizzare: abbiamo bisogno di un quadro coerente dal punto di vista esterno, riducendo i costi richiesti a cittadini e operatori economici. Stiamo lavorando a riforme per semplificare la burocrazia e digitalizzare i servizi per i cittadini, oltre che a eliminare la corruzione tra gli operatori economici. Sul piano della fiscalità: non posso anticipare i dettagli della manovra economica ma siamo consapevoli che le prime vittime dell’incertezza delle prospettive sono gli operatori e le imprese. Infrastrutture: sono state pesantemente trascurate durante l’austerity. Vogliamo riammodernare il sistema delle infrastrutture, vogliamo remunerare gli investimenti dei privati, invitiamo i privati a inserirsi in una logica del bene comune ma vigileremo affinché nessuno lucri sui beni pubblici”.

“Le nostre imprese hanno venduto beni e servizi all’estero per 540 miliardi di euro. Durante gli anni della crisi alcune imprese non sono riuscite a tenere il passo dei mercati, ma altre sono riuscite a reinserirsi sfruttando la qualità del prodotto e le esigenze del cliente. Queste imprese costituiscono la spina dorsale dell’industria manifatturiera italiana. Il nuovo stabilimento che ho inaugurato all’aeroporto di Bari è la dimostrazione di questo discorso. La competizione si fa sempre più agguerrita. Dobbiamo riconoscere che in molti settori della nostra economia si rischia che alcune realtà industriali vengano assorbite in gruppi stranieri. Questo governo non può opporsi a queste evenienze ma vuole aiutare chi si trova costretto a fare questa scelta. Come? Attraverso la promozione del Made in Italy o attraverso il contrasto della delocalizzazione. Alcuni paesi hanno approfittato più degli altri del commercio a causa di una interpretazione propria del mercato. Non tollereremo più questi atteggiamenti. Il commercio deve essere equo per essere sostenibile”.

Legge di stabilità

“La misura del reddito della cittadinanza e la riforma fiscale saranno i due pilastri per varare una manovra economica che porti equità sociale. Un paese che consuma le proprie risorse, non riproducibili per alimentare i propri consumi, è come una famiglia che non manda i propri figli a scuola per farli produrre. Avrà di sicuro un reddito più elevato ma perderà dal punto di vista culturale e sociale. Un paese che distrugge il suo territorio per aumentare il suo Pil alla lunga verrà espulsa dal mercato”.

“Questo governo pensa molto al Sud, vogliamo fare del Mezzogiorno il laboratorio di un nuovo intervento pubblico in economia. Stiamo studiando gli elementi più efficaci. Vogliamo favorire le giovani start up, servono infrastrutture fondamentali. Vogliamo lavorare sull’alta velocità, potenziando il trasporto regionale. Vogliamo migliorare l’utilizzo dei fondi europei. Stiamo lavorando a una task force per poter avere una sollecitazione ulteriore all’utilizzazione dei fondi che a volte ci sono ma non sappiamo utilizzarli. Dobbiamo far partire il porto di Gioia Tauro, contrastando il caporalato e la criminalità organizzata”.

Ilva

“Questo governo è stato attentissimo alla questione. Sapere che ci sono delle polveri che mettono a repentaglio la salute dei miei concittadini mi fa piangere il cuore. Devo ringraziare il vicepresidente DI Maio che è riuscito a ottenere, con una gara già assegnata, un incremento occupazionale, garantendo gli stessi diritti. In più abbiamo migliorato notevolmente il piano della tutela ambientale anticipando i tempi delle misure che garantiranno la tutela dei cittadini. Non si poteva fare di più”.

“Dobbiamo tutti insieme, senza pensare a colori politici o appartenenze territoriali, progettare il futuro. I giovani devono poterci guardare con fiducia. Siamo un governo giovane, dobbiamo essere giovani nell’animo”.

L’intervento del sindaco di Bari, Antonio Decaro

“Spesso noi politici ci vantiamo di parlare alla pancia dei cittadini. Io penso invece che sia nostro dovere tirar fuori la nostra voce migliore, e provare a smetterla di parlare alla pancia e ricominciare a parlare alla testa dei cittadini. Noi sindaci, anche volendo non possiamo allontanarci dai nostri cittadini. La vicinanza è il nostro dovere. Di fronte a un ponte che crolla, a un fiume che esonda, di fronte a tragedie immani come queste, non esistono più barriere né bandiere, non esistono partiti, campagne elettorali, o strategie del consenso”.

Palagiustizia

“Questa estate si è consumata nella nostra città una vicenda paradossale: quella che ha interessato la sede del Tribunale penale di Bari e la funzione giudiziaria. Da maggio 650 operatori e migliaia di cittadini sono stati privati del luogo in cui si amministra la giustizia. Di fronte a un’emergenza di carattere nazionale come questa ci saremmo aspettati una forte unità di intenti. Invece il ministro della Giustizia ha avuto parole ingenerose nei riguardi del sindaco, definendomi “irresponsabile” per aver firmato un’ordinanza che proroga i termini dello sgombero del palazzo che ospita il Tribunale penale. Un giudizio pesante, da togliere il sonno, anche se, del resto a Bari, sin dal 1991 siamo abituati a ricevere, da parte delle massime cariche dello Stato, espressioni amare e inopportune sull’operato dei sindaci. Paradossalmente mi sono assunto una responsabilità perché in ballo c’era la paralisi totale della giustizia a Bari. Sì, un sindaco deve fare anche questo: assumersi la responsabilità. Sì, anche quelle non sue, perché quando si ha una responsabilità vera, quella che riguarda il futuro della propria comunità, non si può decidere di non decidere. E se questo vuol dire essere irresponsabili, allora io, davanti a Lei, mi assumo tutta la mia irresponsabilità”.

Periferie

 “Nuovo vedere, nuovi parchi, nuove attrezzature per il tempo libero, che generano legami e amicizia. Possiamo dire ‘sono stati bloccati i finanziamenti per un ammontare di 1 miliardi e 600 milioni di euro destinati a 326 comuni’, oppure possiamo dire che migliaia di bambini non avranno i loro nuovi parchi, che migliaia di famiglie continueranno a camminare su marciapiedi dissestati. Confido in Lei, presidente. Ci dia una mano a ripristinare un finanziamento. Ci dia una mano a far nascere e crescere quelle piazze dove le persone imparano a conoscersi, a stare insieme e fidarsi le une delle altre. Quelle piazze dove possiamo provare a ricostruire la fiducia nelle istituzioni. Ricucendo le ferite, tessendo una trama delicata e stando vicini”.

Per Decaro potrebbe essere l’ultima fiera da sindaco di Bari: “Oggi, su questo palco, non posso fare a meno di riprovare la stessa emozione del settembre di quattro anni fa. Forse sarebbe l’occasione giusta per fare un bilancio delle tante cose già fatte, di quelle riuscite, di quelle meno riuscite, di quelle non fatte. Non lo farò. Per le cose fatte in questi anni vi invito a visitare il padiglione del Comune di Bari qui vicino. È stato un viaggio merviglioso che ogni giorno mi ha sorpreso, stordito, stancato e rigenerato. L’esperienza umana più bella della mia vita”.

L’intervento del governatore della Regione Puglia, Michele Emiliano

“Le conseguenze del declino della nostra nazione sono state devastanti sulle nostre giovani generazioni. Niente sogni, niente progetti, niente giovani. Le aziende italiane pubbliche e private all’asta, salvata dai fondi di investimento o da oligopolisti che si appropriano degli asset strategici della nostra industria, come nel caso dell’Ilva, imponendoci condizioni capestro sul lavoro e sulla salute. Non ci sono altri progetti, abbiamo smesso di pensare in grande. Non si azzarda e non si mantiene, come accade nelle case degli anziani depressi, che non aggiustano la finestra rotta perché sanno di non avere eredi che proseguiranno i loro sogni. Questa fiera doveva essere il luogo dove economia nazionale, questione meridionale e relazioni internazionali dovevano rilegittimare il genio italiano dopo il disastro della seconda guerra mondiale. Qual è il progetto di paese che emerge dal contratto di governo che pure ho giudicato in parte positivo nella misura in cui coincide con il programma di governo della Puglia? Il Red, che qui in Puglia è in vigore da due anni e che si chiama reddito di dignità, non è certo un progetto politico o economico che tratterrà in Italia i nostri ragazzi migliori, ma al massimo coloro che non ce l’hanno fatta. Una buona idea che sola non cambierà le sorti della battaglia contro il declino del Paese. Denatalità, fuga degli italiani dall’Italia e immigrazione di stranieri sono cose strettamente conseguenti. Senza i nati e con la fuga dei giovani, siamo costretti a importare mano d’opera straniera”.

Flat tax

“La via per salvare l’Italia e l’Europa ci sembra a portata di mano, ma non credo che passi dalla flat tax, da un’aliquota unica al 15% per tutti i redditi. Noi pensiamo che il rigore dei conti, per non essere iniquo, debba essere accompagnato da politiche di riequilibrio fiscale, di spesa corrente e per investimenti che portino tutte le aree del paese ad avere uno sviluppo economico armonico ed un’equa distribuzione del reddito procapite. Insomma presidente c’è bisogno di giustizia sociale per ottenere la partecipazione di tutti gli italiani alla lotta per far risorgere l’economia, non solo di un capro espiatorio con la pelle nera”.

“Siamo la regione col mare pulito e con i depuratori in ordine, con rivoluzionari sistemi di recupero dei reflui al fine di riutilizzare in agricoltura l’acqua che faticosamente portiamo in Puglia dalle altre regioni. Bellezza, acque, cultura, mare, satelliti, aerei, farmaci di avanguardia, aeroporti con milioni di passeggeri, il progetto dello spazio porto di Grottaglie dal quale potrebbero decollare gli aerei suboribitali per il trasporto di merci e per il lancio di minisatelliti pugliesi. Diamoci da fare presidente, innamoriamoci di questi progetti concreti”.

Tap

“Spieghiamo che a noi il gasdotto TAP non piace, ma che se proprio lo dobbiamo tenere è meglio fare meno danni possibili facendolo approdare dove il gas della dorsale SNAM già esiste e non 50 chilometri più a Sud, per poi costruire a spese degli italiani, il gasdotto on shore che lo riporti a Mesagne, come nella ammuina falsamente attribuita alla marina borbonica”.

Ilva

“Un cittadino mi chiede di non mollare la partita della salute e dell’ambiente di Taranto. Ecco perché oggi è mio dovere continuare a insistere sulla trasformazione dell’alto forno 5 attualmente non funzionante in due forni elettrici alimentati a gas o a idrogeno, adesso anche questo governo ha deciso di tenere aperta la fabbrica. Perché ogni altra tecnologia di contenimento delle fonti inquinanti diversa dalla decarbonizzazione sarebbe inutile. L’acquirente ha dichiarato nell’ultima riunione al Mise che l’unica cosa che impedisce la decarbonizzazione è il costo del gas. Il carbone costa poco perché chi lo vende e chi lo compra non paga i costi umani, sanitari e ambientali del suo riutilizzo. Mi auguro che si possa utilizzare la disponibilità del ministro degli esteri dell’Azerbaijan (fornitura di gas a prezzo calmierato, ndr) ai fini di tutela ambientale sanitaria per convincere l’acquirente Ilva a decarbonizzare tutta la fabbrica e non solo l’Afo5. Sottrarre Taranto e la sua provincia alla monocultura dell’Ilva è possibile e doveroso”.

Ospedali

 “Stiamo investendo 48 milioni di euro in 5 anni per diventare il punto di riferimento della ricerca italiana insieme alle nanoscienze del CNR di Lecce, all’Irccs ongolocio e al Policlinico di Bari. Non abbiamo chiuso nemmeno un ospedale, ma riconvertito quelli inutili e pericolosi in strutture di lungodegenza per malattie croniche o riabilitative, utilizzando meglio il personale. La nostra regione sta, nonostante gli ostacoli, spendendo bene le risorse che il Paese e l’Europa le ha messo a disposizione. Da pugliese a pugliese volevo dirle che ho apprezzato il suo stile, il suo approccio alle questioni, il suo sguardo di verità. Chi prima di lei ha tradito le nostre aspettative e ci ha mancato di rispetto non è stato più accolto con lo stesso sincero calore col quale le diamo il bentornato nella terra che con orgoglio rivendica di averle dato i natali”.

L’intervento del presidente dell’Ente Fiera, Pasquale Casillo

“Metterò a disposizione la mia esperienza, le mie conoscenze, ma anche il mio approccio ai problemi frutto della mia professione di imprenditore. Concretezza, coerenza, sistema e responsabilità saranno le parole chiave per raggiungere gli obiettivi. Saranno questi i concetti chiave ai quali ispireremo l’azione di questo ente, cercando di recuperare e rinsaldare il valore simbolico che esso ha assunto in più di ottant’anni di storia in materia di sviluppo economico, culturale e sociale del nostro meridione d’Italia”. 



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