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Bari, pusher sparsi in città e un sistema per eludere i controlli della polizia: 8 arresti per spaccio di droga

I clienti utilizzavano un linguaggio in codice per ordinare la dose di droga. Giro d'affari da 60mila euro al mese

Pubblicato in Cronaca il 08/02/2019 da Redazione

Alle prime luci dell’alba, a Bari, la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza applicativa di misure cautelari, emessa dalla Sezione del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Bari su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di otto persone tra i 21 ed i 36 anni, gravemente indiziate, a vario titolo, di traffico, detenzione e spaccio di ingenti quantitativi di stupefacenti, detenzione e porto illegale di armi da fuoco, ricettazione. Le condotte delittuose accertate coprono l’arco temporale compreso tra il mese di febbraio dell’anno 2017 e l’attualità.

Le indagini sono state avviate a seguito di alcuni omicidi perpetrati nei primi mesi del 2017 nel quartiere Japigia di Bari, roccaforte del clan Parisi.

Gli agenti hanno scoperto una rete di spaccio che quotidianamente riforniva decine e decine di consumatori di ogni categoria professionale, utilizzando una tecnica per ostacolare i controlli della polizia. I malviventi sfruttavano un sofisticato sistema di gestione delle chiamate provenienti dai clienti e destinate ai pusher ed agli organizzatori del sodalizio. Un sistema messo a punto per rendere più difficili le indagini, ma che gli investigatori hanno abilmente disvelato. I pusher, poi, erano sparsi in vari punti della città, di volta in volta decisi dagli addetti alle consegne ed erano organizzati in veri e propri turni di servizio di otto ore giornaliere.

In questo modo gli acquirenti non avevano mai contatti diretti con i responsabili dell’organizzazione, e l’eventuale arresto di un pusher ed il sequestro del suo cellulare “dedicato” non avrebbe pregiudicato l’attività futura del gruppo.

Gli organizzatori erano in sostanza in possesso di una vera e propria “phone list”, composta da più di 300 numeri telefonici. L’organizzazione a cadenza mensile inviava veri e propri messaggi promozionali ai clienti, del tipo “fatti sentire amico mio” - “fatti sentire, è come piace a te, rimarrai contento … come vieni poi vedrai” - “fatti sentire amico mio, menù bomba,  non ti pentirai”.   L’attività di traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, essenzialmente cocaina, registrava un volume di affari di oltre 60.000 euro al mese, attraverso un flusso telefonico medio di 200 telefonate e 40 acquisti giornalieri.

I clienti, utilizzando un linguaggio convenzionale preordinato, facevano espresso riferimento ad un colore per fare intendere il quantitativo di cocaina richiesto: il colore “nero” corrispondeva ad una dose da 30 € (gr. 0,30 di cocaina); il colore “rosso” ad una dose da 50 € (gr. 0,50); il colore “giallo” ad una dose da 90 € (gr. 0,90).

I numerosi riscontri acquisiti nel corso dell’indagine hanno favorito l’arresto in flagranza di reato di 6 persone, il sequestro di circa 6 kg di stupefacente (cocaina, hashish e marijuana) ed il sequestro di una pistola di marca “Kimar” calibro 9 mm nel quartiere Madonnella di Bari.

Gli agenti hanno sequestrati, nel mese di settembre del 2017, circa un milione di euro in contanti, provento del traffico e dello spaccio di droga. L’ingente somma di danaro era “murata” in una casa in via Peucetia, quartiere Japigia, abitata da un nucleo familiare apparentemente insospettabile.

Sono state eseguite numerose perquisizioni domiciliari delegate dall’A.G., nei confronti di soggetti contigui ai destinatari del provvedimento cautelare.

 



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