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Trivelle in Puglia, Capone: 'difenderemo le coste da business senza scrupoli'

Il Presidente Introna, al fianco degli ambientalisti, si rivolge a Renzi e chiede un'intesa-moratoria

Pubblicato in Cronaca Ambiente il 07/11/2014 da Redazione
"Sulle trivelle la Puglia è compatta: difenderemo le nostre coste dal business senza scrupoli. Per i pugliesi il vero oro sono i chilometri di mare che li circondano e preservarli significa avere cura dell’intera comunità. Per questo, a fronte delle nuove richieste di prospezione per la ricerca di petrolio nel nostro mare depositate al Ministero dello Sviluppo economico, che vedrebbero i chilometri interessati schizzare da 749 a 2.207, chiediamo al governo nazionale di riflettere attentamente sul rapporto costi-benefici degli interventi, posto che, a oggi, non è ancora chiara la visione globale di politica energetica per mancanza di un Piano Energetico Nazionale. Piano che, però, è ormai sempre più urgente anche alla luce degli sforzi che le regioni italiane hanno sostenuto, e tuttora sostengono, per investire nelle fonti rinnovabili, efficienti, accessibili a tutti, e senza effetti collaterali per l'uomo e l'ambiente" a dirlo è Loredana Capone. "La Puglia, in particolare, è al top in Italia nel settore e contribuisce alle fonti rinnovabili ben oltre il 50%. Le energie rinnovabili non sono più una fonte marginale di energia: oggi producono il 22% dell’energia elettrica su scala mondiale e il 40% in Italia, dove il fotovoltaico da solo genera energia pari a quella prodotta da due centrali nucleari. Una piccola rivoluzione energetica, alimentata certamente dagli incentivi nazionali, che ha portato la produzione da solare, fotovoltaico, eolico e idroelettrico in media con i parametri definiti dalla Commissione Europea per il 2030. Un’alternativa alle trivelle dunque? Se consideriamo l’impatto che queste possono avere sulla pesca, sulla marineria, sul turismo, sull’occupazione, insieme alle valutazioni formulate dallo stesso Ministero dello Sviluppo economico secondo cui nei nostri fondali ci sarebbero circa dieci milioni di tonnellate di petrolio di riserve certe che, stando ai consumi attuali, coprirebbero il fabbisogno energetico nazionale a mala pena per otto settimane, probabilmente sì. Ciò che è certo è che la Puglia non intende permettere che sia compromessa la linea di sviluppo ecosostenibile che ha ispirato le politiche ambientali degli ultimi dieci anni a maggior ragione se le scelte avranno una ricaduta diretta sulla testa dei cittadini". Sulla questione è intervenuto anche il Presidente Onofrio Introna che per ribadire il no alle trivelle chiama a raccolta gli stati generali dell’associazionismoambientalista “un coro di “NO” della Puglia alle sirene del petrolio che sembrano affascinare il Governo Renzi”. Una convocazione a raccolta di tutti i movimenti ambientalisti, i comitati, le associazioni che esprimono il proprio “no” alle trivelle e al petrolio “che – dice Introna – “non sono più soli. Questa ‘solidarietà di comunità’ rappresenta una garanzia, quasi una certezza e che sulle ragioni dei pugliesi il Governo nazionale e la stessa Unione Europea dovranno necessariamente fermarsi e riflettere”Per questo, “auspichiamo, sollecitiamo, chiediamo con forza al Governo Renzi – aggiunge il presidente – di mettere nell’agenda dei lavori del semestre europeo a guida italiana un’intesa-moratoria con gli Stati che si affacciano sull’Adriatico. Un accordo istituzionale nel rispetto dei singoli Paesi, per evitare che ciò che non è possibile dal Friuli, alle Marche, all’Abruzzo, fino al capo di Leuca sia altrettanto impossibile per la Croazia, il Montenegro, l’Albania e la Grecia”.