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Scontro treni Andria-Corato, Ferrotramviaria ricusa i giudici: 'Sentenza di colpevolezza anticipata'

Nel processo la società è imputata insieme con 17 persone fisiche, dipendenti e dirigenti dell’azienda pugliese di trasporti e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

Pubblicato in Cronaca il 06/06/2019 da Redazione

Ferrotramviaria Spa ha ricusato l'intero collegio giudicante del Tribunale di Trani del procedimento penale sul disastro ferroviario che il 12 luglio 2016, sulla tratta tra Andria e Corato, causò la morte di 23 persone e il ferimento di altri 51 passeggeri, nel quale la società è imputata e citata come responsabile civile. La dichiarazione di ricusazione è stata depositata questa mattina presso la Corte di Appello di Bari e agli stessi giudici durante l'udienza del processo. Nella ricusazione si evidenzia che il Tribunale (Giulia Pavese presidente, Paola Angela De Santis e Filomena Sara De Rosa giudici a latere) avrebbe «indebitamente anticipato il giudizio» di colpevolezza nei confronti dell’ente. 
Nel provvedimento con il quale alla scorsa udienza i giudici hanno accolto la richiesta di citazione della Regione Puglia come responsabile civile, secondo la società, si «dà addirittura per presupposta l’'inaffidabilità della Ferrotramviaria» con una «irrituale ed illegittima anticipazione del giudizio in ordine alla responsabilità dell’ente».

Per i difensori di Ferrotramviaria, gli avvocati Michele Laforgia e Tullio Bertolino, in presenza di una evidente anticipazione del giudizio di colpevolezza nei confronti dell’Ente la ricusazione proposta dalla società è un "atto dovuto per garantire la regolarità del processo». «Ferrotramviaria, che è una società con 530 dipendenti e alcuni milioni di utenti ogni anno, - dicono - non intende affatto sottrarsi al giudizio, ma ha diritto come ogni imputato alla presunzione di non colpevolezza e a essere giudicata in modo imparziale, come prescrive la Costituzione». I difensori ricordano, inoltre, che Ferrotramviaria «ha già provveduto, prima del processo, a corrispondere oltre 15 milioni di euro di risarcimento dei danni alle vittime ed ai familiari prima ancora che sia accertata la sua responsabilità».

Nella dichiarazione di ricusazione si riferisce anche la circostanza che uno dei tre giudici ha legami di parentela con una delle vittime e alcune parti civili. Per questa ragione il giudice aveva chiesto di astenersi ma la presidente Pavese aveva rigettato la richiesta ritenendo che non avrebbe compromesso la imparzialità del giudizio. Nel processo la società Ferrotramviaria è imputata insieme con 17 persone fisiche, dipendenti e dirigenti dell’azienda pugliese di trasporti e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, accusati, a vario titolo, di disastro ferroviario, omicidio colposo, lesioni gravi colpose, omissione dolosa di cautele e violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro. Sono costituiti parti civili i familiari delle vittime, i Comuni di Andria, Corato e Ruvo di Puglia, diverse associazioni e la Regione Puglia, citata anche come responsabile civile insieme con Ferrotramviaria e con il Mit.



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