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Dalla Puglia alla Sicilia in bici per ricordare i fantasmi di Portopalo

L'idea di una ragazza che ha deciso di ripercorrere i luoghi simbolo degli sbarchi

Pubblicato in Cronaca il 06/06/2014 da Redazione
Natale 1996. Sono 286 i corpi che giacciono da 17 anni in fondo al mare, senza vita e senza sepoltura, nelle acque del Canale di Sicilia al largo di Portopalo. Vittime di una tragedia del mare. Erano asiatici, provenienti dal Pakistan, dallo Sri Lanka e dall’India in cerca di un futuro migliore, che volevano approdare sulle nostre coste ma non ce l’hanno fatta. Uno dei viaggi della speranza finito male. Per molti rimane solo un ricordo sbiadito di quella tragedia, per altri, come Gaia Ferrara che ha appreso della loro sorte di recente, in occasione della strage di Lampedusa del 3 ottobre scorso, in cui sono deceduti 366 migranti, sorge il desiderio di dare voce a quei fantasmi, Gaia impiegata in una casa editrice, con una lunga esperienza da scout, si è interessata al caso passato alla storia come ‘I fantasmi di Portopalo’, dal libro del giornalista Giovanni Maria Bellu e ha deciso di fare qualcosa per non lasciarli lì. Fare qualcosa per dar loro una sepoltura e un volto. Armata di buona volontà e compassione si è messa in testa di avviare un’iniziativa per il recupero del relitto della nave affondata, la F-145, e del suo carico di morte, con una raccolta di firme che sarà sottoposta alle istituzioni Ue. Lo scopo è sensibilizzare e sollecitare le autorità europee “affinché siano esse stesse ad agire” in quanto, spiega Gaia all’Adnkronos, “la sede europea è la dimensione presso la quale la questione dei migranti deve essere affrontata”. L’idea della giovane è di percorrere in bicicletta 1.200 km, questa estate, da sola, lungo le coste italiane, dalla Puglia alla Calabria, dalla Basilicata fino all’estrema punta sudorientale della Sicilia a Portopalo. Un percorso a tappe nei luoghi simbolo degli sbarchi di gommoni e barconi che si sono avvicendati dagli anni ‘90, dove si trovano centri di accoglienza ancora attivi o chiusi, comunità di migranti, testimoni diretti dei flussi di migranti e rifugiati. Il progetto ‘Rambling for migrants’ è stato abbracciato anche da ‘Libera’, l’organizzazione di don Ciotti contro le mafie, e si pone come obiettivo, oltre a una consistente raccolta di firme, anche l’avvio di iniziative spontanee di associazioni, istituzioni e comunità locali per organizzare manifestazioni per stimolare la sensibilità e il dialogo sul tema dell’integrazione e delle migrazioni. Il viaggio dovrebbe iniziare il 2 agosto e concludersi entro fine mese. Sarà attivata a breve anche una petizione online dove, chiunque fosse interessato a una partecipazione attiva, o anche a fare tratti di percorso insieme alla Ferrara, potrà contattare gli organizzatori. Il tragitto avrà tra le tappe principali il passaggio nei campi di volontariato “e!state liberi” di don Ciotti. L’iniziativa è aperta e alla ricerca di partner, enti, organizzazioni e associazioni che possano offrire supporto come sponsorizzazioni, patrocini e collaborazioni.


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