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Emergenza cinghiali a Bari, Decaro: '55 esemplari catturati. Non lasciare resti di cibo fuori dai cassonetti'

Il primo cittadino risponde alle segnalazioni dei baresi: 'Molti animali sono fuggiti dalle aree urbane'

Pubblicato in Cronaca il 06/03/2019 da Redazione

Sei domande, con altrettante risposte, per spiegare il fenomeno cinghiali in alcune zone della città di Bari. È il post pubblicato dal sindaco di Bari, Antonio Decaro, per rispondere alle centinaia di segnalazioni che affollano la bacheca virtuale del primo cittadino su Facebook.

 

“La presenza di cinghiali nelle aree urbane è un fenomeno esteso e non solo in Italia. Succede quando una specie selvatica trova «comodo» approvvigionarsi di risorse alimentari in zone abitate dall’uomo – spiega Decaro - Il fenomeno è largamente diffuso in Europa e interessa anche un numero elevato di città italiane, dove talvolta si è profondamente radicato”.

“Le azioni di contrasto al fenomeno raramente consentono di «eliminare» completamente il problema – si legge nel post del sindaco -. Ciò sia perché i flussi di nuovi individui da aree limitrofe sono continui, sia perché il cinghiale ha un elevatissimo tasso di riproduzione (8/12 cuccioli all’anno). Tutto quello che si può fare ha pertanto lo scopo di mitigare il problema. Anche perché i cinghiali, come tutti gli animali selvatici, sono patrimonio indisponibile dello Stato, che delega alle Regioni la competenza in materia di programmazione e prelievo venatorio, fatta eccezione per le aree protette, disciplinate da specifiche norme”.

Ma quali sono le azioni messe in campo dal comune di Bari per contrastare il fenomeno? “Nel 2018 sono state avviate due sessioni di cattura, con l'utilizzo di quattro gabbie trappola – spiega Decaro -. In circa tre mesi di attività sono stati ben 49 gli animali prelevati (un quarto dei quali adulti) e traslocati in aree recintate, lontane dai centri urbani. Non solo. La predisposizione di aree di cattura e l’azione di prelievo di animali hanno fatto sì che un numero consistente di capi si sia allontanato spontaneamente dalle aree urbane, verso zone dove la loro presenza non costituisce fonte di pericolo. Ciò ha consentito di ridurre la presenza della specie nel territorio urbano, contenendone il numero intorno alla decina di unità. Dai primi di febbraio di quest’anno è partita la terza sessione di catture, con la predisposizione di una nuova postazione di cattura con altre quattro gabbie trappola (quindi otto in tutto), con l'obiettivo di intercettare il massimo numero di animali in ingresso dal corridoio ecologico di Lama Balice, oltre agli individui che stazionano stabilmente nel territorio urbano. I primi risultati sono molto incoraggianti, e ad oggi il numero complessivo di animali catturati è di 55”.

“È necessario che i cittadini, e in special modo i titolari di esercizi di ristorazione, ci diano una mano – conclude Decaro -, evitando nel modo più assoluto di abbandonare resti di cibo fuori dai cassonetti. I residui alimentari lasciati in strada sono infatti delle vere sirene che attraggono gli animali anche a chilometri di distanza. Proviamo tutti a rispettare le regole di conferimento dei rifiuti e vedrete che la situazione migliorerà”.



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