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Le celebrazioni in onore di San Nicola

I riti religiosi, la rievocazione storica e la tradizione popolare

Pubblicato in Cronaca il 06/03/2014 da Redazione
E' importante ricordare l'aspetto religioso e culturale della Festa organizzata in onore di San Nicola a Bari. Durante la sagra che si tiene dal 7 al 9 maggio si svolgono solenni celebrazioni religiose e svariate manifestazioni culturali. Il 7 maggio, in modo particolare, la rievocazione della Traslazione di San Nicola attraverso Corteo Storico è la manifestazione culturale che meglio esprime e riattualizza l’epica impresa dei marinai baresi che hanno cambiato il destino della città di Bari. Il 9 Maggio giorno del ricordo della Traslazione delle reliquie si fa memoria di quel lontano 1087 quanto l’audacia di quei 62 marina consegnò alla “felice Bari” il suo tesoro più bello: San Nicola. La concelebrazione eucaristica solenne è un momento di grande comunione ecclesiale con il pastore della diocesi che invoca lo Spirito Santo affinché il prodigio della Manna si realizzi e manifesti la potenza di Dio che in san Nicola rivela la sua benedizione per il suo popolo. Mentre il rettore della Basilica, procede all’operazione del prelievo del Santa Manna che trasuda dalle ossa di San Nicola, il popolo di Dio prega perché si rinnovi il prodigio e San Nicola rinnovi la sua protezione per la città di Bari e dei suoi pellegrini. Di fronte a tale prodigio si vive una grande emozione, il Rettore alza l’ampolla che contiene il santo myron e la offre alla venerazione dei fedeli. La manna con­tinua a significare la presenza viva e vitale, attuale, di san Nicola in mezzo al suo popolo.    
Gli ortodossi russi seguono nella liturgia il calendario giuliano che fa slittare la data della festa di San Nicola di 13 gior­ni dopo, rispetto al calendario gregoria­no seguito dagli occidentali. La festa della Traslazione che per i cattolici è il 9 maggio per loro è il 22 maggio. Così è anche per dicembre. La festa di san Nicola del 6 dicembre è per i russi il 19 dicembre. Da quando in Russia sono state aperte le frontiere, a seguito della fine del regime comunista, e cioè da un ventennio, i pelle­grini ortodossi russi, sia quelli che vengono ormai ogni giorno, che quelli che arrivano per le due feste di maggio e dicembre, au­mentano in maniera esponenziale. Arrivano Vescovi, sacerdoti, autori­tà, grandi personaggi, ma soprattutto l’immensa folla dei fedeli. Usano tutti i mezzi di trasporto: aerei, navi, pullman, treno e auto. Non sono solo russi, ma anche ucraini, armeni, rumeni, serbi, provenienti da tutti i paesi orientali. Non solo! Essi provengono dall’Italia, dove lavorano, ma anche da tutti i paesi europei occidentali, tra cui la Germania l’Inghilterra, la Francia e la Spagna. È meraviglioso vedere l’immensa fila di pellegrini che lungo un percorso predi­sposto, avanzano lentissimamente in silenzio per sostare solo un attimo davanti alla tomba del Santo. Essi manifestano una profonda devozione a san Nicola, ma anche uno spirito di sacrificio non in­differente, certamente frutto di un con­tinuo esercizio nella vita quotidiana. Nella cripta, aspettano il turno per baciare la Tomba del Santo, posarne gli oggetti, che una volta tornati in patria doneranno ai loro cari, e deporre al Santo le preghiere con i nomi e le intenzioni di familiari e ami­ci, che non possono essere presenti. Tutto questo mentre emerge il suono dei canti frutto della profonda spiritualità e cultura russa, che tutti avvolge in un clima di serena e gioiosa solidarietà.