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Femminicidio, il governatore Emiliano: 'Dobbiamo riconoscere che il male è in noi e riprendere il controllo'

il presidente della Regione Puglia ha commentato gli ultimi episodi di violenza sulle donne: 'Cominciamo oggi a dirci senza paura la verità'

Pubblicato in Cronaca il 04/06/2016 da Redazione

“La strage delle donne uccise e straziate dagli uomini che amano o che hanno amato o dai quali vengono perversamente desiderate continua inesorabile nel silenzio colpevole di tutti noi che apparteniamo al genere maschile”. Così il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha commentato gli ultimi episodi di femminicidio accaduti in Italia.
“Ci sentiamo estranei agli assassini e invece apparteniamo allo stesso genere e alla stessa cultura – spiega il governatore - che da millenni sparge il sangue delle nostre donne, in particolare di quelle che non si sottomettono al nostro dominio.  La relazione d'amore e la famiglia sono il posto più pericoloso per una donna o per una bambina.  E noi ci lamentiamo solo quando vittime sono le nostre figlie o mogli o nipotine perché comprendiamo l'orrore di cui siamo protagonisti solo quando altri uomini violano quello che consideriamo di nostra proprietà”.

 
Non possiamo continuare a pensare – continua il presidente - che questa catena infinita di sangue corrisponda solo a casi di follia disordinata senza nesso con questa natura.

E su questa che dobbiamo riprendere il controllo e dobbiamo farlo innanzitutto cominciando a riconoscere il male che è in noi. 
Non possiamo continuare ad assolverci pensando che l'uomo che uccide le donne venga da un'altra razza o da un altro pianeta. L'uomo che siamo noi che facciamo delle donne oggetto di riservato dominio, che sentiamo la loro libertà come una minaccia alla nostra identità maschile. Dio mio ma come faremo a cambiare? Come faremo a vivere con loro l'amore, l'amicizia e la convivenza come un dono tenerissimo e sensuale e non come un diritto reale?
Cominciamo oggi a dirci senza paura la verità.  Sarà così più facile il cammino che ci renderà finalmente esseri umani distinti dalle bestie”.