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Ciccio e Tore, padre chiede risarcimento per ingiusta detenzione

Il Ministero della Giustizia si è opposto all'istanza per ottenere un risarcimento di 516mila euro

Pubblicato in Cronaca il 04/06/2014 da Redazione
516mila euro di risarcimento per ingiusta detenzione, questa la richiesta avanzata dai difensori di Filippo Pappalardi, padre dei fratellini di Gravina in Puglia, Ciccio e Tore, scomparsi il 5 giugno del 2006 e ritrovati morti nel 2008 nella cisterna di una casa abbandonata di Gravina,. Sarà discussa il prossimo 10 giugno, dinanzi alla Corte d’Appello di Bari, l’istanza per ottenere il risarcimento. A questa richiesta si è opposto il Ministero della Giustizia, rappresentato dall’Avvocatura dello Stato, ritenendo che al momento dell’arresto la Procura avesse fondati elementi per ritenere Pappalardi autore della morte dei due bambini. L’uomo fu arrestato il 27 novembre 2007 per duplice omicidio volontario e occultamento di cadavere. E’ rimasto in carcere fino all’11 marzo 2008 quando, dopo il ritrovamento dei figli, il gip gli concesse i domiciliari derubricando le accuse in abbandono di minore seguito da morte. E’ libero dal 4 aprile 2008, dopo che le autopsie sui corpi dei due bambini rivelarono che la morte era stata causata da una caduta.