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Omicidio Scanni, in appello condannato il figlio a 30 anni

In primo grado l'uomo era stato assolto. In aula ha gridato ai giudici: "Vergogna"

Pubblicato in Cronaca il 04/03/2014 da Redazione
La Corte di Assise di Appello di Bari ha condannato alla pena di 30 anni di reclusione il 44enne Nicola Scanni, ritenuto colpevole di aver ucciso il padre Mario, fotografo barese assassinato il 22 agosto 2010 nel suo studio in via Crisanzio a Bari. Per Scanni la condanna è per omicidio volontario con le aggravanti della premeditazione e del rapporto di parentela. L'uomo è stato anche condannato al risarcimento dei danni nei confronti delle sorella della vittima, costituitasi parte civile, quantificando in 20mila euro la provvisionale immediatamente esecutiva.
E' stata dunque ribaltata la sentenza di assoluzione del primo grado.
Dopo la lettura del dispositivo l'uomo, che oggi aveva reso dichiarazioni spontanee ai giudici per ribadire la sua innocenza, si è sentito male urlando: "Vergogna".
Il suo avvocato Marco Valente ha annunciato il ricorso in Cassazione dopo la lettura delle motivazioni.
Il 44enne fu arrestato nel settembre 2010 ed è stato stato detenuto nel carcere di Bari per 15 mesi fino al giorno della scarcerazione per l'assoluzione.