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Tagliano 400 querce nel Parco del Gargano: tre arresti

I malviventi avrebbero distrutto anche i tronchi di alcuni esemplari secolari

Pubblicato in Cronaca il 04/02/2018 da Redazione

Più di 400 querce protette, alcune delle quali secolari, sono state tagliate in località 'Difesa' del Parco Nazionale del Gargano. Tre persone sono state per questo arrestate dai carabinieri della compagnia di San Giovanni Rotondo. Gli arrestati sono Angelo Martino, 49enne allevatore e pregiudicato della zona, il nipote Emanuele Martino di 35 anni, anch'egli allevatore e con diversi precedenti di polizia, e Matteo Ramunno, di 46, operaio.
    Sono accusati, a vario titolo, di furto aggravato, ricettazione, danneggiamento aggravato e distruzione di bellezze naturali.
    Nel corso di un servizio di controllo del territorio, che ha visto l'impiego dei Cacciatori di Sardegna, i militari hanno sorpreso in flagranza di reato i tre malviventi mentre caricavano su due carrelli le sezioni di tronco di numerosi alberi della specie "Quercina" che avevano tagliato in precedenza. Gli arrestati avevano aperto una "pista forestale" per circa 10.000 metri, con una lunghezza media di 2,5 metri.

“Il mondo intero riconosce la straordinaria bellezza e unicità della nostra Foresta Umbra, ma qualcuno prova ancora a fare business sfregiando con violenza e senza ritegno i boschi del Parco Nazionale del Gargano”. È di profondo sdegno la reazione di Claudio Costanzucci Paolino, vicepresidente del Parco Nazionale del Gargano, alla notizia della strage di alberi compiuta in località “Difesa” (zona 2 del Parco, in territorio di San Marco in Lamis) da tre uomini ora arrestati grazie all’intervento dei Carabinieri di San Giovanni Rotondo e dello squadrone dei Cacciatori di Sardegna, impegnati in un controllo straordinario nelle zone più isolate ed impervie del Gargano.

“Distruggere 400 alberi per ricavare un totale di 2800 quintali di legna pregiata – continua Costanzucci -  significa compiere uno scempio ambientale senza precedenti ai danni del nostro patrimonio boschivo, una bellezza che tutto il mondo ci invidia. Ringraziamo le forze dell’ordine per l’importante azione di repressione, ma quanto è accaduto ci deve interrogare su come ciò sia stato possibile. Il bene comune non si tocca ed è per questo che chiederemo azioni più incisive sul piano preventivo”.

 



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