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Operaio Taranto Isolaverde tenta suicidio, i colleghi: 'Intanto i politici ipocriti festeggiano il 2 giugno'

L'uomo ha t ingerito farmaci ma è stato salvato dal padre

Pubblicato in Cronaca il 03/06/2016 da Redazione

Un ex operaio della società Taranto Isolaverde, partecipata della provincia tarantina fallita poco più di un mese fa, ha tentato il suicidio nella notte. Suo padre è riuscito a salvarlo. I colleghi della vittima hanno diffuso un comunicato accusando i politici di “festeggiare” durante la giornata del due giugno.

 

Con queste due righe intendiamo essere vicini al nostro collega che, preso dallo sconforto e dalla disperazione, ha tentato di farla finita ingerendo una dose massiccia di farmaci proprio il giorno in cui gli ipocriti politici erano a “festeggiare” la ricorrenza del 2 giugno che ad oggi di tutto ha sapore tranne che di Repubblica”. Grazie all’anziano papà, che si era accorto di qualcosa che non andava, si è evitato il peggio. <<Chiunque determina altri al suicidio o rafforza l’altrui proposito di suicidio, ovvero ne agevola in qualsiasi modo l’esecuzione, è punito, se il suicidio avviene, con la reclusione da cinque a dodici anni. Se il suicidio non avviene, è punito con la reclusione da uno a cinque anni, sempre che dal tentativo di suicidio derivi una lesione personale grave o gravissima>>.  

 

“Siamo entrati nel 15esimo mese senza un soldo, senza un lavoro, dopo aver paventato per mesi di portare i libri in tribunale ponendo fine alla nostra storia lavorativa e barattando il licenziamento con una sospensione non retribuita affinché si potessero trovare soluzioni, a tutt’oggi nonostante licenziati da un mese i libri non vengono portati in tribunale per dichiarare il fallimento.
Perché ? Sarà mica per il fatto che la società NON può fallire e che quindi si aspetti che entri in vigore la legge Madìa che lo permetterebbe? Sarà mica che se chiedono il fallimento adesso potrebbe essere respinto e quindi i sig. amministratori e Provincia dovrebbero mettere mani ai loro portafogli? Sarà  forse per quello che ci hanno portato dal 24 novembre 2015  al 23 aprile 2016 a botte di proroghe con la scusa di cercare soluzioni che ci sono sempre state ma mai messe in atto , ad essere sospesi dal lavoro?
E vogliamo parlare dei nostri stipendi arretrati? E del nostro Tfr? E della nostra solidarietà fermati in un Tribunale da atti di pignoramenti nonostante siano impignorabili siamo costretti ad aspettare un udienza del 16 giugno con la speranza che nessun altro faccia un altro atto ingiuntivo… ne vogliamo parlare?
“ Dimettetevi, dimettetevi perché sbagliare è umano – conclude il comunicato -  ma perseverare sulla pelle di noi lavoratori e diabolico e aggiungiamo meschino e disumano. Forza amico…. non meritano la tua vita…. e ricorda che tutto arriva”.