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Omicidio Giuseppe Sciannimanico, il 51enne Luigi Di Gioia: 'Non ho sparato io'

L'uomo accusato di essere l'esecutore del delitto spiega la sua versione: 'Perilli mi chiese di organizzare l'appuntamento a Japigia'

Pubblicato in Cronaca il 03/05/2016 da Redazione

Una dichiarazione spontanea rilasciata da Luigi Di Gioia potrebbe capovolgere totalmente le indagini sulla morte di Giuseppe Sciannimanico, l’agente immobiliare ucciso al quartiere Japigia lo scorso 26 ottobre.

Il  51enne, in carcere con l’accusa di essere l’esecutore dell’omicidio, ha dichiarato di non aver premuto il grilletto ma di aver soltanto organizzato l’appuntamento con la vittima. Sarebbe stato Roberto Perilli, agente immobiliare 47enne, a chiedergli di telefonare in agenzia per fissare un incontro con Sciannimanico per il 26 ottobre. Di Gioia si sarebbe presentato al ragazzo come il signor Lorusso (cognome molto diffuso a Bari), utilizzando una sim fornita da Perilli.  

 

Di Gioia avrebbe ricevuto alcune centinaia di euro dal 47enne dopo aver svolto il lavoro. Il 51enne però respinge l’accusa di omicidio: “Non ho ucciso il signor Sciannimanico – ha dichiarato – e non avevo nessun motivo per farlo”.