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I migranti portano i materassi in Piazza Prefettura

Una nuova protesta dinanzi al Comune di Bari

Pubblicato in Cronaca il 03/04/2014 da Redazione
"In Italia esistono delle leggi che non ci permettono di vivere dignitosamente - spiegano i giovani - Come migranti arrivati tra il 2011 e il 2012 dalla Libia dopo un tormentato viaggio in mare avremmo dovuto vederci riconoscere un permesso di soggiorno. La questura, al contrario, cerca in ogni modo di rendere difficile la nostra regolarizzazione, chiedendo, per esempio, ai fini dell’ottenimento del permesso di soggiorno, un certificato di residenza, ben sapendo che senza permesso di soggiorno è praticamente impossibile accedere ad un contratto d’affitto, e quindi ad una residenza. La stessa cosa vale per il lavoro, si pretende un contratto di lavoro per accedere al permesso di soggiorno. La grande maggioranza dei rifugiati, usciti dal Cara di Bari, non ha un luogo dove passare la notte. Molti dormono in Piazza Umberto o agli angoli delle strade. Chi prova a rientrare di nascosto nel Cara, viene cacciato via in malo modo, senza un briciolo di umanità, nel buio e al freddo. Tanti si raffreddano, si ammalano, sino a vomitare sangue, oppure diventano matti. Alcuni migranti con famiglie al seguito, non riescono ad accedere nemmeno ad un pasto giornaliero. Per questo, alcuni di noi hanno deciso di occupare uno palazzo pubblico abbandonato da tanti anni, alla ricerca di un po’ di riparo. Il palazzo non ha fonte di energia. Dormiamo tutti al buio e senza luce è rischioso camminare di sera all’interno del palazzo non vi è acqua, ma solo all’esterno. Non ci sono bagni. Siamo costretti ad utilizzare bagni al di fuori del palazzo, e non possiamo farci docce. Chiediamo che ci venga assegnata un'abitazione. Siamo pronti anche a ristrutturare un palazzo, qualsiasi edificio dove siano presenti delle condizioni minime per viverci dignitosamente".
Questa la lettera firmata da una quarantina di migranti che occupa ormai da tempo l'ex Casa del rifugiato sul lungomare di Bari. Oggi sono tornati a protestare in Piazza Prefettura improvvisando un dormitorio all'aperto. Non ci stanno alla minaccia di sgombero avanzata dalla Sovrintendenza proprietaria dell'immobile di Bari Vecchia.