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Bari, lavoro di cittadinanza: presentata azione coordinata tra tre assessorati 

L'accordo prevede sostegno per l’inclusione attiva, rivolto alle famiglie in condizioni disagiate in cui nessuno lavora, i cantieri di cittadinanza per facilitare l’inserimento socio lavorativo dei disoccupati di lunga durata e dei soggetti fragili, il lavoro minimo di cittadinanza

Pubblicato in Cronaca Sviluppo Lavoro Sviluppo e Lavoro il 02/12/2014 da Redazione
Presentata la delibera che dà il via a un’azione coordinata tra tre assessorati (Lavoro, Formazione e Welfare) per l’avvio della strategia regionale per l’inclusione sociale attiva e il contrasto delle povertà, con il lavoro di cittadinanza. Con il presidente Vendola, in conferenza stampa gli assessori Leo Caroli, Alba Sasso e Donato Pentassuglia. Dopo la sottoscrizione alla fine dello scorso luglio dell’accordo quadro con i sindacati per il lavoro di cittadinanza, da oggi si parte con le linee di intervento sui cantieri di cittadinanza, il lavoro minimo di cittadinanza e il contratto di collocamento/ricollocamento. Il tutto rientra nella strategia regionale per l’inclusione sociale attiva e il contrasto alle povertà, per promuovere politiche integrate con al centro il lavoro e la dignità delle persone, con la creazione di accesso ai percorsi formativi e incentivare la responsabilità sociale del sistema di impresa. Si articola in: sostegno per l’inclusione attiva, rivolto alle famiglie in condizioni economiche di estremo disagio in cui nessuno lavora, i cantieri di cittadinanza per facilitare l’inserimento socio lavorativo dei disoccupati di lunga durata e dei soggetti fragili, il lavoro minimo di cittadinanza che riconverte in senso produttivo la spesa assistenziale. I cantieri di cittadinanza durano da 6 a 12 mesi, con un’indennità di 23 euro a giornata (max 500 euro al mese). Li gestiscono i comuni, con un patto sottoscritto dal beneficiario. A disposizione ci sono 4 milioni di euro. Il lavoro minimo di cittadinanza è stato già sottoscritto da 55 sindaci del Salento: i destinatari sono i percettori di ammortizzatori sociali anche in deroga. I lavoratori sono impiegati in attività di pubblica utilità. Per il lavoro minimo ci sono a disposizione 7,5 milioni di euro di fondi comunitari ed è stato usato dai sindaci delle province Bat e Brindisi e del comune di Manfredonia. “Questo atto amministrativo – ha detto Caroli – è di avanguardia. Per la sua stesura ringrazio la struttura tecnica degli assessorati. Andiamo in controtendenza rispetto alle altre regioni, con un intervento pubblico per dimostra la specificità pugliese in materia di politiche del lavoro e del welfare, in attesa che ci siano diverse e più serie politiche industriali nazionali che aggrediscano la causa della crisi e non i suoi sintomi. Con questa delibera trasformiamo in atto esigibile il lavoro, attraverso i cantieri di cittadinanza: arrivano i soldi ai Comuni, con i 4 milioni a disposizione. 7 e ½ i milioni invece per il lavoro minimo di cittadinanza rivolto ai percettori di Cigs. ”.Diamo dignità al lavoro per superare le ricadute devastanti della disoccupazione, impegnando i lavoratori in Cigs presso i Comuni e formandoli. La terza gamba dell’azione sarà il ruolo delle aziende, degli imprenditori piccoli e grandi”. Secondo l’assessore Sasso “questo progetto dimostra che quando si lavora insieme si riesce a modificare insieme la realtà. Restituiamo dignità ai lavoratori proseguendo sulla strada avviata con il progetto “Piccoli sussidi”. Non daremo un ammortizzatore sociale, ma la possibilità di formazione e la possibilità di lavoro”. Per l’assessore Pentassuglia “occorre ringraziare il lavoro degli uffici. Con questo atto mettiamo il campo la politica del fare, attraverso l’inclusione sociale. E posso annunciare che i comuni che non hanno avviato i piani di zona saranno commissariati.