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39° anniversario strage di Bologna, una cerimonia in ricordo delle vittime baresi

Alla presenza dei familiari delle vittime e delle autorità civili e militari, l'assessore Vito Lacoppola ha deposto una corona d'alloro presso la lapide affissa sulla facciata di Palazzo di Città in memoria della strage

Pubblicato in Cronaca il 02/08/2019 da Redazione

Questa mattina, nel 39° anniversario della strage di Bologna, l'amministrazione comunale di Bari ha ricordato le vittime baresi della tragedia: Sonia Burri, Francesco Cesare Diomede Fresa, Vito Diomede Fresa, Errica Frigerio, Patrizia Messineo, Giuseppe Patruno e Silvana Serravalli. Alla presenza dei familiari delle vittime e delle autorità civili e militari, l'assessore Vito Lacoppola ha deposto una corona d'alloro presso la lapide affissa sulla facciata di Palazzo di Città in memoria della strage.

"Ancora una volta, dopo 39 anni, siamo qui a ricordare un evento estremamente doloroso che ci restituisce la forza e la fragilità della nostra democrazia - ha detto Vito Lacoppola -. La forza che deriva dalla nostra vicinanza come istituzione ai familiari delle vittime e dal bisogno di verità e giustizia di un Paese intero. La fragilità che inevitabilmente ci assale ricordando un periodo storico in cui l'Italia intera è stata vittima di un attacco sistematico alle libertà. La strage di Bologna è stato sicuramente il più grave atto terroristico avvenuto nel Paese nel secondo dopoguerra, dentro una strategia della tensione che ha segnato irrimediabilmente le nostre coscienze e le nostre convinzioni. L'epilogo di un periodo duro di conflitti, di tensioni autoritarie e di ideologismi contrastanti che hanno profondamente diviso il Paese e messo a dura prova la tenuta democratica dell'Italia intera. Un decennio buio della Storia che ha costituito un vero e proprio spartiacque nella nostra crescita civile e che drammaticamente ci consegna una platea di vittime. Il 2 agosto del 1980, alle ore 10.25, 85 persone innocenti persero la vita e oltre 200 tra uomini, donne e bambini rimasero feriti. Da allora l'Italia ha reagito con forza e l'orologio della stazione di Bologna, fisso sulle 10 e 25, è divenuto il simbolo di un'identità comune e di un dovere morale di vigilanza e di ricerca della verità. Oggi ci raccogliamo qui, insieme, per ricordare che parte della nostra libertà di cittadini la dobbiamo a loro. Alle persone che inconsapevolmente hanno sacrificato la propria vita per costringerci a un drammatico risveglio della ragione".