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Xylella, la procura chiede di proseguire le indagini su tre fra ricercatori e funzionari

L'ipotesi di reato resta quella di diffusione colposa di malattia delle piante; secondo i magistrati il batterio non è arrivato casualmente in Salento

Pubblicato in Cronaca il 02/08/2017 da Redazione

La Procura di Lecce vuole continuare ad indagare su eventuali ritardi, omissioni, manipolazioni nella diffusione della Xylella, il batterio killer che sta uccidendo gli ulivi del Salento. Nonostante lo scorso 17 luglio siano scaduti gli ultimi sei mesi di proroga, i pubblici ministeri titolari dell'indagine, Elsa Valeria Mignone e Roberta Licci hanno deciso di non archiviare il fascicolo aperto nel 2015 chiedendo al gip di poter continuare ad indagare su tre dei dieci, tra ricercatori e funzionari, già iscritti sul registro degli indagati, quelli su cui maggiormente sarebbero emersi elementi tali da necessitare un ulteriore approfondimento penale.

 

Per tutti gli altri indagati invece quanto eventualmente sarà raccolto in questa nuova tranche d'indagine, non potrà essere utilizzato come prova di colpevolezza. Dopo l'estate gli investigatori della Forestale depositeranno ai Pm l'informativa finale sulla quale stanno ancora lavorando. L'ipotesi di reato resta quella di diffusione colposa di malattia delle piante, perché i due magistrati sono convinti della tesi finora sostenuta ovvero che il batterio killer non è arrivato casualmente nel Salento ma vi sia stato portato volutamente complice un mancato controllo da chi sarebbe dovuto essere preposto a vigilare con opportune tutele e non l'ha fatto.



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