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Schiavi in un call center di Taranto, 100 ragazzi pagato 3 euro lordi l'ora. Ai più bravi 60 centesimi in premio.

Lo stesso sindacato sorpreso: 'pensavamo di aver toccato il fondo con le donne schiavizzate a 9 euro al giorno, invece no'

Pubblicato in Cronaca Lavoro Sviluppo e Lavoro il 02/05/2015 da Redazione
Il giorno dopo il 1 Maggio questa notizia suona come una doppia sconfitta. A raccontarla è stato Andrea Lumino, segretario della Slc Cgil di Taranto. Si riferisce ai lavoratori di call center del posto pagati tre euro lordi l'ora da un datore di lavoro che li controlla costantemente e che è pronto a cacciarli alla minima protesta. Se fanno i bravi però, li premia con ben "60 centesimi" in più rispetto alla paga. Gli schiavi lavoratori, così sono stati subito definiti da tutti, sono 100 in tutto.
"Guadagno 2,50 euro netti l'ora ma da qualche giorno nella mia azienda stanno parlando di un aumento fino a 3,60 euro l'ora. Lavoro tre ore al giorno, ma chi è bravo ne fa anche sei", ha raccontato un ragazzo di vent'anni e che a casa porta di media 80-120 euro netti al mese. La sua paga, secondo il sindacato "è il disonore delle buste paga". "Fa tanta rabbia guardare questi ragazzi negli occhi - dice Andrea Lumino - Pensavamo di aver toccato il fondo con le donne "schiavizzate" a 9 euro al giorno, ma purtroppo dobbiamo ammettere che al peggio non c'è mai fine. In questa vicenda siamo rimasti basiti nello scoprire che il call center in questione, situato nel centro abitato di Taranto, lavora esclusivamente per un colosso della telefonia. Ci chiediamo come sia possibile che una grande azienda continui ad assegnare commesse a chi tratta in questo modo i lavoratori".