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Bari: allarme terrorismo al porto, ma i rinforzi vanno all'Expo

Il Sap ha inviato una lettera al Viminale per informare della mancanza di personale nei punti strategici

Pubblicato in Cronaca il 02/04/2015 da Redazione
L’allarme terrorismo nei porti pugliesi non è più un’ipotesi, ma una realtà. Ma i rinforzi militari tanto annunciati faticano ad arrivare. Centinaia di agenti di polizia appena usciti dalle scuole si dirigeranno verso Milano, destinazione imposta dal governo per far fronte all’Expo.
La situazione in Puglia è grave, testimoniata anche da una lettera inviata dal Sap (sindacato autonomo di polizia) al dipartimento per la pubblica sicurezza del ministero dell’Interno. Tra le righe si evince una mancanza di personale, ridotto a quasi la metà anche nei punti strategici come porto e aeroporto. Del resto proprio al porto di Bari l’11 novembre del 2008 la polizia di frontiera bloccò l’ex imam di Bruxelles, Bassam Ayachi, e l’ingegnere informatico Raphael Gendron: finirono in carcere con l’accusa di essere personaggi di spicco di Al Qaeda, furono condannati in primo grado e poi assolti due volte dopo un primo annullamento della Cassazione. Nella lettera al Viminale il Sap si sofferma sul caso Bari, dove secondo uno studio del sindacato sono necessari 60 militari all’aeroporto e 160 al porto. La realtà è un’altra: solo 40 unità controllano l’aeroporto, mentre un drappello di ottanta agenti cerca di garantire la sicurezza al porto. E intanto gli agenti neoassunti che escono da un corso di preparazione, vengono tutti dirottati in Lombardia.