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Nuovo scempio ambientale colpisce il tarantino

A San Pietro in Bevagna scoperti cinque blocchi di probabile materiale inquinante e nocivo

Pubblicato in Ambiente il 07/01/2014 da Redazione
Pubblicato Martedì, 07 Gennaio 2014 14:38 Visite: 47 Ancora scempi nelle acque di Puglia. A San Pietro in Bevagna scoperti cinque blocchi di probabile materiale inquinante e nocivo. I Verdi insorgono: "Grave danno all'ecosistema e probabili effetti sulla salute" di Cosimo Giuliano Ennesimo scempio ambientale perpetrato ai danni del nostro territorio. Questa volta tocca al fiume Chidro, all’altezza della località di San Pietro in Bevagna, marina di Manduria. La scoperta è stata fatta dai Verdi di Manduria che hanno notato la presenza nella foce del fiume di ben cinque blocchi di probabile materiale bituminoso inquinante e nocivo. Il presidente dei Verdi, Michele Matino rileva che “la loro presenza provoca senza dubbio un grave danno all’ecosistema”. Per tale motivo ha subito denunciato il fatto all’Amministrazione Comunale di Manduria invitandola ad utilizzare tutti gli strumenti in suo possesso per rimuovere i pezzi di asfalto stradale presenti nel letto del fiume. “Il Sindaco - ha dichiarato Matino - è la massima autorità competente in materia di salute pubblica, e che pertanto deve attivarsi nei casi di grave necessità. Qualora il Comune, riceva una segnalazione di una situazione di pericolo di inquinamento o la presenza di siti nei quali i livelli di inquinamento sono superiori ai valori di concentrazione limite accettabile o comunque laddove, causa l’abbandono di rifiuti, si verifichino situazioni di eccezionale ed urgente necessità di tutela della salute pubblica e dell’ambiente, emana un’ordinanza e diffida il responsabile dell’inquinamento ad adottare i necessari interventi di messa in sicurezza, di bonifica e ripristino ambientale”. “Se il responsabile dell’inquinamento non è individuato – prosegue -  o non provveda il proprietario del sito inquinato, né altro soggetto interessato, i necessari interventi di messa in sicurezza d’emergenza, bonifica e ripristino ambientale sono adottati dal Comune, salvo il diritto di rivalsa nei confronti del soggetto obbligato ma inadempiente”.