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Xylella: ventimila firme raccolte per salvare gli olivi dall'abbattimento (VIDEO)

Vendola: 'accolgo le firme volentieri, l'Europa non ci danneggi'

Pubblicato in Ambiente il 27/04/2015 da Redazione
Circa 20mila persone hanno sottoscritto la petizioni ‘Salviamo gli olivi del Salento’ per chiedere “evidenze scientifiche” prima di abbattere gli alberi infetti. Né da notizia una delle associazioni che ha promosso l’iniziativa, Csv Salento. Le firme sono state inviate alla Commissione europea, al ministro dell’Agricoltura e al presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, per chiedere “la sospensione del Piano Silletti che se attuato potrebbe distruggere l’eco-sistema di un’intera regione”. "Oggi ho accolto ben volentieri una parte delle decine di migliaia di firme che stanno giungendo non solo dal Salento ma anche da diverse parti di Italia e dall'Europa e che sono una prova di grande sensibilità per evitare che la lotta contro una malattia insidiosa possa generare risposte che fanno male", ha dichiarato il Presidente della Regione Puglia. "Noi siamo molto sensibili – ha continuato Vendola- al fatto che la Xylella riveli l'infiacchimento di un'agricoltura sottoposta all'abuso di chimica in un'epoca di surriscaldamento atmosferico, in un'epoca in cui i parassiti si sviluppano più facilmente. Abbiamo lottato a Bruxelles perchè non ci fosse il taglio degli ulivi, l'eradicazione massiccia come terapia a questa malattia drammatica". "Mi aspetto che Bruxelles – ha concluso - rifletta molto sul fatto che l'Europa intera è minacciata a causa dei mancati o non funzionanti controlli alle frontiere. Spero che l'Europa, di fronte ad una sfida inedita come questa, si impegni a ragionare non con gli occhi del passato, e quindi non solo attraverso la direttiva europea la 29 del 2000 che comanda determinate scelte di fronte ai patogeni da quarantena come la Xylella fastidiosa, ma con gli occhi rivolti verso e il dibattito ricco che c'è nella comunità scientifica. Vorremmo evitare di subire scelte che aggravano la situazione. Quindi va benissimo il ristoro agli agricoltori colpiti economicamente ma ci vuole anche anche l'attenzione a tutto ciò che si sta imparando nella esperienza di gestione di una malattia così insidiosa".


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