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Trivellazioni, M5S annuncia accesso agli atti e incalza la Regione sul ricorso al Tar

I consiglieri pentastellati inviano una lettera pubblica a tutti i sindaci delle zone interessate:'Facciano anche loro ricorso'

Pubblicato in Ambiente il 25/06/2015 da Redazione
Continuano a lavorare a pieno ritmo i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle che, da sempre in prima linea nelle battaglie per la difesa dell’ambiente e del territorio pugliese, tornano ad esprimersi sulla questione trivellazioni nei mari pugliesi. Lo fanno incalzando la Regione Puglia a cui richiedono aggiornamenti sull’eventuale ricorso al TAR, appellandosi ai sindaci delle zone coinvolte e promettendo una richiesta di accesso agli atti subito dopo l’insediamento. “I tempi sono molto stretti e non c’è tempo da perdere – dichiarano i 7 neo consiglieri M5S Rosa Barone, Cristian Casili, Mario Conca, Grazia Di Bari, Marco Galante, Viviana Guarini e Antonella Laricchia - occorre impugnare prima di tutto dinanzi al TAR entro il 5 luglio, quindi “subito” il decreto del MISE oltre ai 9 decreti di autorizzazione (8 per l’adriatico e uno per il mar Ionio) emanati dal MATTM agli inizi di giugno. Chiediamo di sapere se si è proceduto effettivamente con il ricorso ed in tal caso riteniamo necessaria una "cabina di regia" composta da tecnici per coadiuvare gli avvocati in ricorsi così importanti. Ci impegneremo in prima persona – proseguono - ad effettuare subito dopo la proclamazione a consiglieri, un accesso agli atti per visionare tutta la documentazione.”

La nota dei consiglieri M5S si conclude con un appello pubblico a tutti i sindaci delle zone interessate: “Facciamo appello a tutti i Sindaci dei Comuni coinvolti, non solo pugliesi, ai quali invieremo una lettera pubblica, affinchè facciano ricorso al tribunale amministrativo per impugnare sia i decreti del MATTM che quelli del MISE. La Regione Puglia tenga costantemente aggiornati noi e tutti i cittadini pugliesi sull'evoluzione dello stato dei fatti, è necessario– concludono i pentastellati - vigilare sulle corrette procedure di impugnazione e mettere sul banco di prova anche gli amministratori locali che in questi ultimi tempi si sono esposti in prima persona dichiarandosi vicini alla causa di tutela del proprio territorio.”