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Inquinamento PM10, continua il trend positivo della città di Bari: 'Livelli non preoccupanti'

I risultati delle misurazioni di Legambiente: 'Un piano della mobilità sostenibile per ridurre i picchi di polveri sottili registrati in alcuni orari'

Pubblicato in Ambiente il 25/02/2019 da Redazione

Nella città di Bari, nel complesso, lo smog non raggiunge medie preoccupanti seguendo il trend positivo dello scorso anno in cui nessuna centralina ha superato il limite dei 35 giorni nell’anno solare previsto per il Pm10. A questo dato positivo vanno comunque affiancate alcune eccezioni negative: dall’inizio dell’anno, per tre giorni, la centralina di Caldarola ha fatto registrare il superamento del limite previsto per il Pm10.

Al di là dei superamenti dei limiti normativi, l’edizione 2019 del Trenoverde ha come obiettivo quello di sensibilizzare la cittadinanza sull’esposizione all’inquinamento atmosferico. Spesso infatti i cittadini sono sottoposti inconsapevolmente ad alti tassi di inquinamento nel corso delle loro varie attività quotidiane. Con questo obiettivo è stato realizzato nelle giornate del 28 e 29 gennaio scorso, un monitoraggio in 8 punti “critici” della città di Bari scelti in base alle segnalazioni dei cittadini e dei circoli di Legambiente. In questi punti sono state fatte misurazioni della durata di un’ora delle polveri sottili, con l’obiettivo di scattare una fotografia dell’inquinamento atmosferico presente nell’area monitorata facendo particolare attenzione ai picchi di polveri sottili registrati. Un picco preoccupante è stato registrato in Via Maratona, strada molto trafficata e piena di tir diretti verso il porto cittadino, dove le Pm10 hanno superato il limite di legge consentito di 50µg/mc arrivando a toccare, alle 11:11, il valore di 171 µg/mc. Altri picchi significativi presso questo punto si sono raggiunti alle 11:00 e 11:05 rispettivamente con valori di 155 µg/mc e 153 µg/mc. 

Anche in Via Andrea da Bari il picco più elevato riscontrato è stato alle 10:08 con 160 µg/mc, mentre, vicino la stazione, il valore massimo registrato è stato di 105 µg/mc. Nei pressi del Policlinico i picchi più alti sono stati rilevati intorno alle 9:00 con valori di 54 µg/mc e 68 µg/mc. In generale i valori medi registrati di polveri sottili (Pm10) nei punti rilevati in città, variano tra 7,13 e 66,37 microgrammi/mc (come media oraria). 

“Per contrastare i cambiamenti climatici, ridurre lo smog e rendere più vivibili le nostre città è fondamentale e non più rinviabile, diminuire drasticamente il traffico veicolare privato in ambito urbano - dichiara Mirko Laurenti, portavoce del Treno Verde -. Bisogna cambiare radicalmente i modelli di mobilità urbana, ancora troppo centrati sull’automobile, favorendo il trasporto pubblico e la sua interconnessione con treno, bici, sharing elettrico e nuovi esempi di micro-mobilità. Ancora molta è la strada da fare in questo senso anche a Bari, sebbene i dati del monitoraggio di questi giorni non siano allarmanti, bisogna sottolineare che l’automobile privata la fa ancora da padrona. Si notano però anche segnali incoraggianti e tra questi ci sono gli sforzi fatti in questi anni dal Comune di Bari per migliorare il servizio di Tpl oppure incentivare la ciclabilità o la condivisione dei mezzi di trasporto”.

 “Benché non allarmanti, i monitoraggi a Bari sulle polveri sottili mostrano tuttavia come siano i cittadini a pagare, inconsapevolmente, il prezzo più alto in termini di qualità dell’aria che respirano, con disagi e rischi per la salute - commenta Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia -. Nonostante le buone pratiche di mobilità sostenibile degli ultimi anni, come i parcheggi di scambio, la tariffazione concentrica e gli incentivi per l'uso della bicicletta, serve ora che la Città Metropolitana approvi un Piano della mobilità sostenibile per ridurre drasticamente il numero dei veicoli in circolazione”.

 



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