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Svolta Green? Il segretario generale CGIL scrive al governatore Emiliano e al GAL Colline Ioniche

'La Regione nel progetto sui Cammini di Puglia, e i GAL non trascurnoi la maglia del lavoro e l’impegno e l’esperienza del sindacato che con la CGIL è pronto a collaborare

Pubblicato in Ambiente il 22/09/2015 da Redazione
Il segretario generale della CGIL, Giuseppe Massafra, ha inviato una lettera al presidente della Regione Emiliano, agli assessori regionali Leo, Di Gioia e Liviano e al presidente del GAL Colline Joniche, Prota.

"Gli ulivi secolari, il paesaggio di muretti a secco, vigneti e terrazzamenti, le testimonianze storiche, antropologiche e archeologiche, che oggi vengono proposte al turismo internazionale come prodotto del cambio di rotta eco-sostenibile della nostra provincia, sono la giusta connotazione per un modello economico integrato a cui anche la CGIL di Taranto guarda con particolare interesse.
Elementi, quelli saggiamente messi in evidenza dal GAL Colline Joniche, anche nella proposta dei Cammini che,però, è opportuno ricordare hanno bisogno della riconoscibilità (per essere davvero la svolta green ma anche etica che tutti noi auspichiamo) di un valore dal nostro punto di vista indispensabile: il lavoro.
Perché tutti quegli elementi che oggi sono attrattore turistico, specie per i visitatori d’oltralpe, non sono mera invenzione naturale, ma frutto del lavoro di uomini e donne che per ragioni cultuali, artigianali, per sapienza agricola e produttiva, hanno saputo creare valore aggiunto in una terra bella al naturale, ma resa ancora più bella grazie a loro.
Così la qualità dell’aria di quei luoghi va accompagnata dalla qualità della vita delle comunità locali, che per esprimersi degnamente hanno bisogno di essere finalmente riconosciute nel ruolo di fattrici e custodi di quel patrimonio.
Non vi suoni dunque anomala la richiesta che la CGIL oggi formalizza all’attenzione delle autorità in indirizzo a partire dal Presidente Emiliano, passando per gli assessori competenti al lavoro, all’agricoltura e al turismo e finendo con il GAL Colline Joniche che più di altri si sta spendendo sul territorio in questo progetto di sistema.
Un sistema che per funzionare ed essere credibile va liberato da infingimenti, illegalità, zone d’ombra che nella fabbrica del turismo, dell’agricoltura e della cultura rischiano di avere la stessa implosione di negatività a danno dei diritti dei lavoratori che oggi registriamo nella fabbrica manifatturiera e inquinante.
Perché il lavoro e l’attenzione verso i diritti devono essere un valore consolidato per tutti i settori produttivi della nostra economia, dal carpentiere edile al metalmeccanico, dal lavoratore di un call center al bracciante, specie quando il comparto primario con migliaia di occupati stagionali ed altrettanti migliaia di lavoratori non censiti, rischia di essere con il suo lavoro la costola debole di un modello di sviluppo che oggi affascina ma domani, proprio per questa scarsa attenzione, potrebbe mostrare segni di distorsione e cedimento.
Dalle mani, dall’esperienza e permettetemi di dire dalla felicità di questi uomini e donne che ogni giorno custodiscono e manutengono questo patrimonio, passa la vera messa a sistema di un modello che non può lasciare indietro nessuno e tenta di proporsi su scala internazionale con la faccia nuova e pulita di questa terra.
E cosa direbbe il viandante, il camminatore, il turista che oggi ha voglia di Puglia anche per la sua grande qualità eno-gastronomica, se sapesse che tutta quella bontà è espressione di un lavoro sottopagato, illegale che alimenta le tasche di grandi organizzazioni criminali?
Noi come CGIL crediamo che una svolta green sia auspicabile anche in questo senso e ci rendiamo disponibili ad un confronto su questi temi, proprio nel pieno della ennesima battaglia contro il caporalato e l’intermediazione illegale di manodopera in questo settore ingaggiata dalla CGIL e dal suo sindacato di categoria, all’indomani della morte di Paola.
La Regione nel progetto sui Cammini di Puglia, e i GAL nell’individuazione della rete di operatori che costruiranno i cammini della provincia di Taranto, non trascuri la maglia del lavoro e l’impegno e l’esperienza del sindacato che con la CGIL è pronto a collaborare.
Perché va bene monitorare l’aria, ma nessuno dimentichi mai tutti quei fenomeni che quell’aria la rendono asfittica, deprimente, corrotta e moralmente e eticamente irrespirabile!"

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