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La Xylella avanza verso Matera, Coldiretti: '366 nuovi casi tra Brindisi e Taranto'

L'appello dell'associazione: 'Chiediamo al presidente Emiliano di convocare immediatamente il tavolo istituzionale'

Pubblicato in Ambiente il 20/07/2019 da Redazione

Sono stati trovati altri 366 ulivi infetti nelle province di Brindisi e Taranto, con la Xylella che continua la virata e l'avanzata verso Matera, con i 45 nuovi casi accertati a Taranto, 35 a Montemesola e 10 a Monteiasi. A denunciarlo Coldiretti Puglia, sulla base del VII aggiornamento del monitoraggio 2018/2019 della Xylella con il numero di piante infette che sale a 885, dopo campionamenti e analisi che hanno conclamato la malattia in 255 ulivi a Carovigno, 7 a Ostuni, 35 a Montemesola, 10 a Monteiasi, 30 a Latiano, 3 a San Michele Salentino, 21 a San Vito dei Normanni, 4 a Ceglie Messapica e 1 a Cisternino.

"Lunedì prossimo 22 luglio incontreremo il nuovo Commissario dell'Arif, Oronzo Milillo, per conoscere strategie e modalità di azione per intensificare le attività di monitoraggio e abbattimento, in modo da salvare il patrimonio degli ulivi pugliesi, già gravemente compromesso e individuare eventuali sinergie", annuncia Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.

"Chiediamo al presidente Emiliano di convocare immediatamente il tavolo istituzionale - aggiunge Muraglia - rispettando la composizione prevista dall'ordine del giorno approvato all'unanimità dal Consiglio regionale del 31 maggio 2018, di cui fanno parte oltre alle organizzazioni di rappresentanza del mondo agricolo, l'Anci, i rappresentanti del mondo scientifico e della ricerca, l'Osservatorio fitosanitario regionale e l'Arif per affrontare tutte le problematiche complesse di cui ha ormai la responsabilità diretta".

Dai dati del primo monitoraggio dell'Osservatorio fitosanitario regionale e di Arif partito nell'ottobre 2016 nelle province di Brindisi e Taranto fino all'ultimo del 20 luglio 2019, è salito a 5.614 il numero di ulivi infetti nelle province di Brindisi e Taranto e l'inerzia negli abbattimenti non ha estinto tempestivamente focolai infetti e fonti di inoculo che hanno causato il dilagare della Xylella fastidiosa.
 



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