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'Imprese, ambiente e legalità': a Bari il corso di formazione sugli ecoreati e i nuovi strumenti a difesa dell’ambiente

L'incontro fa parte di un più ampio ciclo di incontri iniziato nei mesi scorsi e destinato a quattro regioni: Toscana, Veneto, Emilia Romagna e Puglia

Pubblicato in Ambiente il 19/02/2019 da Redazione

La legge 68/2015 è la risposta concreta al dilagare degli ecoreati, deterrente efficace contro il business delle ecomafie, valido strumento per frenare illegalità, abusivismo e criminalità ambientale. Grazie all’entrata in vigore di questa legge, aziende e imprese oneste sentono di essere finalmente tutelate nelle loro attività. Si inaspriscono infatti le pene nei confronti di chi inquina e lede l’ambiente, praticando una sleale concorrenza verso chi invece lo rispetta.

Legambiente e Cobat, per delineare un quadro complessivo della riforma e motivare le aziende “etiche” che formano l’ossatura economica del Paese, hanno promosso un percorso di formazione specifica, che in una logica di squadra vede incrociarsi esperienze e prospettive future. ‘Imprese, Ambiente e Legalità. Gli ecoreati e i nuovi strumenti a difesa dell’ambiente e delle aziende rispettose della legge’ è il titolo del seminario che si terrà domani 20 febbraio a Bari, parte di un più ampio ciclo di incontri iniziato nei mesi scorsi e destinato a quattro regioni: Toscana, Veneto, Emilia Romagna e Puglia.

L’esigenza di un percorso formativo nasce dalla consapevolezza di una reale rivoluzione epocale, segnata dalla legge 68/2015, per la salvaguardia dell’ecosistema e della biodiversità animale e vegetale. Rilevanti sono le modifiche sia nel codice penale, inserendo il nuovo Titolo VI-bis per i delitti contro l’ambiente, sia nel Codice dell’Ambiente con l’introduzione della parte sesta-bis che disciplina le procedure di eliminazione dei reati contravvenzionali.

Il corso prevede un confronto attivo con le imprese, da un lato vittime nel mirino degli ecocriminali, dall’altro, strumento e via principale per contrastarli.

“L’intreccio tra illegalità, corruzione e mafie rappresenta un’autentica minaccia per l’economia e l'ambiente - dichiara Stefano Ciafani, presidente di Legambiente -. La legge, che ha introdotto nel codice penale i delitti ambientali, ha contributo a renderci un paese normale, dove chi inquina finalmente paga per quello che ha fatto e in questi tre anni la legge ha contributo a far diminuire gli illeciti ambientali e il fatturato delle attività criminali contro l’ambiente. Per sostenere la legalità in ogni sua forma è però importante l’impegno di tutti, a cominciare dal mondo delle imprese, per promuovere un’economia sostenibile e innovativa fondata sul pieno rispetto della legalità, sui principi della solidarietà, capace di creare lavoro e contribuire alla custodia dei patrimoni del nostro Paese”.

“Nel rapporto Ecomafia 2018 - continua Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia -, la Puglia conferma un terzo posto nella classifica regionale dell’illegalità ambientale con 3.119 infrazioni accertate. I numeri pugliesi sono il frutto di un diffuso e capillare lavoro di controllo del territorio e contrasto delle illegalità ambientali svolto dalle Forze dell’Ordine e dalla magistratura che, ormai da tre anni, possono contare sulla legge 68/2015 contro chi pensa di lucrare a danno della salute dei cittadini e del territorio”.

Scopo principale del seminario è illustrare finalità e contenuti di una riforma per lungo tempo attesa, ancorandola ai casi concreti, penetrando e chiarendo la complessità di norme e regolamenti che disciplinano la tutela ambientale nel nostro ordinamento.

Saranno approfonditi in particolare il ruolo della prevenzione e della compliance, sia in ambito pubblico che privato.



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