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Xylella: slitta l'applicazione del decreto sullo stato di calamità

Olivicoltori in crisi, senza il decreto dovrebbero far fronte a pagamenti immediati

Pubblicato in Ambiente il 19/02/2015 da Redazione
Ancora guai per gli agricoltori che combattono da tre anni contro la Xylella Fastidiosa, virus che ha distrutto buona parte degli ulivi nel Salento. Dopo gli ultimi progressi del Governo, xon la nomina del commissario straordinario Giuseppe Silletti e l’erogazione di 13 milioni di euro per combattere il virus, la situazione è ancora ferma. Un cavillo di natura giuridica ha ritardato l’applicazione del decreto sullo stato di calamità. Il problema sta nel fatto che secondo la legislazione della Comunità Europea le fitopatie, come la Xylella, rientrano nelle cause per le quali è possibile emanare lo stato di calamità. Nell’ordinamento legislativo italiano invece, il virus non compare nelle cause che permettono di decretare lo stato di calamità. Una delle soluzioni potrebbe essere l’adeguamento della legge italiana alla normativa Ue. Il ministro alle Politiche Agricole, Maurizio Martina, è già al lavoro per risolvere la questione nel minor tempo possibile, visti gli ingenti danni che il virus sta provocando alle coltivazioni salentine. La mancata attuazione del decreto porterebbe gli agricoltori colpiti a fare i conti con tasse e rate mutuali, che prima invece sarebbero state rinviate proprio dallo stato di calamità.