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Trivellazioni, M5S a Emiliano: 'Subito ricorso al Tar anche per gli ulteriori 9 decreti di autorizzazione'

I pentastellati avevano denunciato i possibili progetti in fase di via già nel 2013-2014 con il tour 'Giù le mani dal nostro mare'

Pubblicato in Ambiente il 18/06/2015 da Redazione
L’autorizzazione del Ministero dell’Ambiente concessa alla società Northen Petroleum a procedere con le esplorazioni petrolifere a pochi km di distanza dalle coste pugliesi ha spinto i portavoce alla regione e al parlamento sia europeo che italiano del Movimento 5 Stelle a chiedere al neogovernatore Michele Emiliano di “impugnare prima di tutto dinanzi al TAR entro il 5 luglio, quindi subito il decreto del MISE del 25 Marzo 2015 che definisce le norme di attuazione dell’art.38 ‘Misure per la valorizzazione delle risorse energetiche nazionali’ dello ‘Sblocca Italia’, oltre ai 9 decreti di autorizzazione (8 per l’adriatico e uno per il mar Ionio) emanati dal MATTM tra il 3 e il 12 giugno 2015 e tutti quelli che verranno rilasciati in seguito”. I pentastellati dichiarano di aver già intrapreso una battaglia contro le trivellazioni nel Mar Adriatico nel 2013 e 2014, con il tour ‘Giù le mani dal nostro mare’: “Una iniziativa che ha visto migliaia di attivisti e cittadini manifestare lungo le spiagge pugliesi e della Basilicata, contro i progetti di prospezione ricerca e coltivazione di idrocarburi, e mentre i sindaci ed rappresentati locali dei partiti dormivano e pensavano alle elezioni, gli attivisti del M5S presentavano anche osservazioni tecniche contro diversi progetti in fase di VIA, direttamente al Ministero dell'Ambiente”. “Questa importante battaglia – continua la nota - è proseguita poi con la raccolta firme di migliaia di cittadini pugliesi contro il decreto Sblocca Italia, presentate alla Regione per chiedere e ottenere l'impugnazione del decreto che agevola, tra gli altri, le lobby degli idrocarburi. Non possiamo consentire che la Regione più bella del mondo venga devastata da opere rischiose, inutili ed inquinanti, volute con l'unico evidente obiettivo di arricchire le multinazionali petrolifere che speculano in Italia solo grazie ad una agevolazione fiscale immorale e indecente”.

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