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Lecce, denuncia shock del consigliere Casilli: discarica a cielo aperto in una riserva

'Quantità industriali di plastica depositata in spregio alle normative sui rifiuti e alla tutela e salvaguardia di queste aree'

Pubblicato in Ambiente il 17/08/2015 da Redazione
Una discarica costiera diffusa che si sviluppa per alcuni chilometri di litorale nel bel mezzo di una delle zone più a vocazione naturalistica di Puglia. Questa la denuncia del consigliere regionale pentastellato Cristian Casili, vice presidente della Commissione Ambiente, che racconta la sua scoperta: “In data 9 Agosto effettuavo un sopralluogo sui litorali delle Cesine, Riserva Naturale dello Stato situata nel Comune di Vernole (Lecce). Improvvisamente mi sono trovato di fronte ad una discarica costiera diffusa che si sviluppa per alcuni chilometri di litorale. Parliamo di quantità industriali di plastica depositata in spregio alle normative sui rifiuti e alla tutela e salvaguardia di queste aree. Plastica che si trova anche in un pericoloso stato di polverizzazione che può entrare nelle catene trofiche dell’ecosistema marino e costiero.”
Le Cesine sono riconosciute zona a protezione speciale e sito di interesse comunitario per la presenza di una ricca biodiversità animale e vegetale. “E’ paradossale - prosegue Casili - come al privato nelle situazioni di accumulo e deposito causato da terzi è richiesto l’immediato ripristino dei luoghi, mentre le istituzioni sono silenti e immobili di fronte a situazioni così drammatiche!"
Il consigliere M5S prosegue attaccando quella “politica pronta a urlare la valorizzazione dei luoghi, le bellezze paesaggistiche e le potenzialità turistiche di un Salento trattato come territorio di conquista.” e non manca una stoccata al presidente del consiglio Matteo Renzi: “Sarà felice il Governo di queste storture vista la volontà di industrializzare il meridione e il Salento che è stato dato in mano a colonizzatori come TAP o ai faccendieri delle prospezioni petrolifere.” Intanto Casili fa sapere di voler proporre urgentemente sia un serio studio di caratterizzazione botanica, dal momento che tali rifiuti insistono su pregiatissime fitocenosi costiere, che una assidua direzione lavori al fine di consentire un monitoraggio puntuale del cantiere. Offrendo, tra l’altro, l'opportun a decine di giovani volenterosi e motivati,
“In queste condizioni, infatti, - sottolinea - il lavoro deve essere esclusivamente manuale per salvaguardare le specie psammofile. Ecco come può crearsi pragmaticamente lavoro con un ritorno sociale e culturale oltre ai notevoli benefici eco-paesaggistici. Non c’è bisogno di grandi finanziamenti che molto spesso aggiungono altri problemi, qui occorre semplicemente togliere rifiuti con una spesa i cui costi/benefici miglioreranno le condizioni di vita degli ecosistemi, degli abitanti e dei turisti. E che nessuno si sogni di strumentalizzare le Cesine con becere opere di compensazione che se da una parte tolgono dall’altra aggiungono e con gli interessi a danno delle comunità locali, le uniche a pagare irreversibilmente le modifiche di un territorio costruito con il sudore delle genti che lo ha abitato. Procederemo immediatamente ad una interrogazione al fine di ristabilire urgentemente lo stato dei luoghi di una delle zone più naturalistiche di Puglia.”

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